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Da Tex a Dylan Dog 80 anni della Bonelli fra strisce a fumetti e un futuro techno

Luca Trambusti
Da Tex a Dylan Dog 80 anni della Bonelli fra strisce a fumetti e un futuro techno

La casa editrice di tanti personaggi divenuti super pop si racconta nelle sale della Fabbrica del Vapore a Milano

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Luca Trambusti

Per la prima volta il 18 gennaio 1941 apparve sul mercato del fumetto quella che diventerà poi la Sergio Bonelli Editore: si trattava del numero 331 de “L’Audace”. Oggi, a distanza di 80 anni, la casa editrice famosa per i suoi numerosi personaggi si celebra con una mostra a Milano che racconta il percorso creativo e i protagonisti disegnati nelle storie pubblicate. L’esposizione, aperta da oggi al 30 gennaio, si svolge alla Fabbrica del Vapore di Milano le cui pareti vengono arricchite con tavole, gigantografie, cronologie e storie dei principali personaggi della galleria Bonelli.

Così Davide il nipote del fondatore della Bonelli edizioni, commenta l’evento: «Provo un sentimento di orgoglio e di felicità per questa mostra nata per ripercorrere gli ottant’anni della nostra casa editrice. Mio padre Sergio ci ha purtroppo lasciati il 26 settembre 2011, ed è anche e soprattutto a suo nome che la redazione non ha mai smesso di pubblicare, progettare, immaginare nuove iniziative legate al nostro mezzo di comunicazione preferito, il fumetto. Ricordo ancora nitidamente i giorni in cui, bambino o adolescente, vedevo mio padre scrivere di getto, come se fosse la cosa più facile del mondo, centinaia di pagine dei suoi amatissimi Zagor e Mister No, con qualche divagazione nel mondo di Tex, oppure leggere, rileggere o correggere sia le pagine di un albo pronto per essere consegnato al tipografo sia quelle di un albo da ristampare».

Quella della Sergio Bonelli Edizioni è in realtà una storia interessante. Il fondatore fu, appunto nel ’41, Gian Luigi Bonelli che acquistò dalla Mondadori “L’Audace”, una testata a fumetti, iniziando il suo percorso artistico e imprenditoriale. Con la separazione nel ’45 le redini passano in mano alla ex moglie Thea (una donna alla guida di una casa editrice fu allora un fatto clamoroso). Bonelli rimase come collaboratore, mentre Sergio, il figlio dei due, iniziava a farsi le ossa nel contesto dell’editoria del fumetto. Nel ’57 il figlio assume la direzione della casa editrice e con lui arriva la consacrazione in quel mondo. In tre generazioni i Bonelli, insieme ai diversi disegnatori e sceneggiatori, hanno saputo creare dei personaggi che sono rimasti nella memoria collettiva anche se non si è mai letto nulla. Tex Willer, Martin Mystere, Dylan Dog, Zagor e Nathan Never sono tra i più conosciuti; con loro centinaia di altri personaggi che hanno marcato la storia.

Questo percorso è riassunto nella mostra milanese (che però girerà per altre città in Italia, la prossima è Napoli). Come ogni mostra moderna anche qui viene in aiuto la tecnologia e così parecchie tavole sono supportate da un QrCode che rimanda a pagine web che spiegano il personaggio o l’autore dello stesso. Interessante è vedere il percorso di una storia che nasce su carta e poi passa su tavola. Ma il dato più curioso è quello dei “numeri”. Passeggiando tra i personaggi si scopre ad esempio che nelle storie di Tex Willer ci sono 214 banditi pentiti, 83 volte gli uccidono il cavallo, oppure che di Zagor sono state pubblicate 90.554 pagine e che è stato ferito 230 volte con il dettaglio delle parti colpite. Curiosità? Spigolature? Sono elementi che, uniti ai disegni originali, incuriosiscono i visitatori e approfondiscono il contesto artistico.

Ma la Bonelli Editore non è solo passato e presente, è anche futuro. Per il futuro si sa bisogna confrontarsi con nuove formule e allora è in preparazione una prima serie video firmata Bonelli titolata “Dragonero”, destinata ai giovani, disegnata con grande uso di tecnologia e composta da 27 episodi. È ispirato alle “anime” e racconta, in chiave fantasy, di un gruppo di ragazzi (con drago) che diventano eroi per difendere la famiglia e il paese da una grave minaccia.

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