Il Tirreno

il caso giudiziario su “Black Widow” 

Disney-Johansson, pace milionaria

Disney-Johansson, pace milionaria

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Los Angeles. Scarlett Johansson e la Walt Disney Company hanno risolto la loro causa per l’uscita in streaming di “Black Widow”, concludendo quello che era iniziato come il primo grande scontro tra uno studio di produzione e una star sui recenti cambiamenti nei piani di lancio per i film a causa della pandemia.

La Johansson ha intentato causa alla Corte Superiore di Los Angeles due mesi fa, affermando che l’uscita in streaming del film Marvel ha violato il suo contratto e l’ha privata di potenziali guadagni.

I termini dell’accordo non sono stati resi noti, si parla di 50 milioni di dollari di danni, ma le due parti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sono impegnate a continuare a lavorare insieme. «Sono felice di aver risolto le nostre divergenze con la Disney», ha detto Scarlett Johansson che ha interpretato Natasha Romanoff alias Black Widow, in nove film, a partire da “Iron Man 2” del 2010. «Sono incredibilmente orgogliosa del lavoro che abbiamo svolto insieme nel corso degli anni e ho apprezzato molto il mio rapporto creativo con il team. Non vedo l’ora di continuare la nostra collaborazione».

Alan Bergman, presidente di Disney Studios Content, si è detto «contento che siamo stati in grado di raggiungere un accordo».

«Apprezziamo il suo contributo al Marvel Cinematic Universe e non vediamo l’ora di lavorare insieme su una serie di progetti imminenti», ha aggiunto Bergman. La causa è stata intentata perché il contratto della Johansson garantiva un’uscita cinematografica esclusiva, con i suoi potenziali guadagni legati alla performance al botteghino del film. Ma come ha fatto con altre uscite recenti dall’inizio della pandemia di coronavirus, Disney ha rilasciato il film contemporaneamente nelle sale e attraverso il suo servizio di streaming Disney+.

Pace fatta dunque, a mille chilometri di distanza dalle reazioni al vetriolo della casa di Topolino all’epoca della causa quando un portavoce Disney aveva accusato Scarlett di «insensibilità davanti alle orrende e prolungate conseguenze globali della pandemia», al che il co-presidente di Caa Bryan Lourde aveva replicato che la Disney «aveva vergognosamente e falsamente accusato Scarlett nel tentativo di farla apparire quello che sappiamo non è».

“Black Widow” è solo una delle grosse produzioni uscite contemporaneamente nelle sale e in streaming da quando Hollywood è entrata in crisi per il Covid: “Wonder Woman 1984” della Warner, “Cruella” e “Jungle Cruise” della Disney hanno subito lo stesso destino, ma la Johansson è stata l’unica star a fare causa finora. Emma Stone di “Cruella” ha firmato per un nuovo film con la Disney due settimane dopo l’azione legale della collega, in un segnale che la major era pronta a concessioni pur di addolcire i compensi della diva, mentre la Warner aveva seguito la strada degli accordi preventivi pagando fino a 200 milioni di dollari a star come Patty Jenkins, Gal Gadot e Will Smith per compensarli dell’uscita simultanea dei loro film al cinema e su Hbo.

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