Gioco
Un Caravaggio inedito per l’Italia sarà esposto a Camaiore: è un “San Giovannino giacente”
La tela appartiene a una serie di sette dipinti con soggetto analogo: sarebbe l’ultimo lavoro del pittore. Ecco i dettagli della mostra
CAMAIORE. Come su un palco di teatro, la luce illumina da sinistra la scena. Un (invisibile) occhio di bue fa scorgere un giovinetto ancora imberbe e dalla pelle levigata. È adagiato su un drappo rosso come quello del Cristo. Ai suoi piedi una croce, la sua missione. Così Caravaggio nel 1610 rivela la bellezza di San Giovanni Battista fanciullo. Per la prima volta dal suo ritrovamento, l’ultima tela a olio del grande maestro (così la classificano gli esperti), si mostrerà al pubblico in Italia. L’occasione sarà una mostra straordinaria a lui dedicata a Camaiore, in Versilia, al museo d’Arte Sacra del paese.
La mostra “Caravaggio a Camaiore” verrà inaugurata il 15 ottobre e resterà aperta fino al 31 dicembre. Promossa dall’associazione culturale Art Promoter, l’esposizione porta il quadro (appartenente a una collezione privata maltese) in Italia dopo che la tela stata precedentemente esposta all’estero nella mostra: “Caravaggio. La verità nell’arte” in vari musei giapponesi, tra i quali il museo di Arte moderna di Hokkaido, il museo d’arte di Nagoya City.
LA STORIA DELL'OPERA
La storia di questo dipinto è complessa. «Si tratta di una delle due trasposizioni del cosiddetto “San Giovannino giacente” che Caravaggio dipinse nell’ultimo periodo della propria produzione artistica», spiega Francesco Moretti, il coordinatore scientifico del museo del Parco di Portofino Il Battista, infatti è uno dei grandi temi del Merisi. Altra versione (e molto simile) di questa opera appartiene a una collezione privata tedesca con sede a Monaco di Baviera ed esposta in passato a Napoli.
«La prima citazione di questa tela in un inventario è stata nelle Collezioni Granducali del 1641 - spiega Moretti - Poi il quadro viene menzionato negli inventari medicei del 1654 e fino al1695. Nel 1698 il dipinto compare invece tra gli arredi di Palazzetto di Livorno. Un luogo che può essere ricondotto o alle stanze interne della Fortezza Vecchia, oppure alla fortificazione esterna che adesso è sede della guardia di finanza o ancora a un palazzo granducale. Qui risulta presente anche nel 1701 e nel 1713. Da Livorno passa a Firenze, a Palazzo Pitti, citato nell’inventario del 1716 e 1723. Da qui il buio, l’opera si perde tra le pieghe della storia e rimane perduto per decenni. Dopo un secolo e mezzo di buio l’opera viene individuata a Boston nel 1860. Non è chiaro come sia arrivato laggiù. Fatto sta che da Boston è passato nelle mani di una loggia massonica nel Maine e poi all’attuale proprietario maltese che lo ha acquistato tramite un’asta».
LA SEDE ESPOSITIVA
L’opera sarà visibile dal 15 ottobre alla fine di dicembre nella grande sala centrale del museo di Arte Sacra di Camaiore che sorge nel luogo dove c’era l’antico hospitales della via Francigena (i rifugi per il riposo i pellegrini). La collezione del museo si articola in sei sale, che presentano importanti manufatti d’arte, parati liturgici, oggetti di oreficeria sacra, dipinti e sculture lignee. Tra questi, la Vergine di Matteo Civitali, scultore lucchese del XVI secolo.
L’IDEA DELL'ESPOSIZIONE
«La mostra è in un contesto relativamente sconosciuto ma dal grande valore – commenta il curatore Daniele Crippa – è come una ridefinizione della vocazione di Camaiore attraverso un progetto espositivo di confronto e dialogo tra un maestro mondiale dell’arte e i segni dell’antico passato della città. Creeremo un processo di valorizzazione della cultura del territorio, la sua vocazione religiosa, rendendo Camaiore partecipe del dibattito internazionale». Un progetto totalmente condiviso dall’amministrazione: «Un evento straordinario – dichiarano il sindaco Alessandro Del Dotto e l’assessore alla Cultura Gabriele Baldaccini – con il quale diamo avvio a una nuova iniziativa di valorizzazione del prestigioso Museo: la cultura e le opere d’arte di alto valore storico sono ormai un noto elemento di attrazione e ambiamo a creare spazi e periodi di fruizione culturale non solo per chi abita a Camaiore ma anche per chi verrà in Versilia per far visita alla maestria di Caravaggio».
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