Attenzione
L’arte radical-pop di Koons abbaglia Firenze
Palazzo Strozzi da domani ospita la personale che ripercorre quaranta anni di sperimentazioni dell’artista americano
"L’arte contemporanea investe Firenze. Con le sue controversie critiche, i suoi attriti espressivi. L’americano Koons, un patrimonio di invenzioni radicalmente pop, sintesi di concettuale e postmoderno, che hanno rivoluzionato il mercato dell’arte fra Novecento e Duemila, sbarca a Palazzo Strozzi fino al 30 gennaio. Pilotato da Arturo Galansino e Joachim Pissarro, il percorso documenta la strategia creativa e la personalissima visione di un artista che è diventato icona di se stesso. Inventore di forme che investono l’immaginario infantile, i supereroi, i giocattoli, l’involucro colorato dentro cui si cela la sorpresa, l’assemblaggio esplorativo di creature di sogno e fantascienza, ma che sono anche eredità degli antichi maestri, dalla scultura classica al Rinascimento, Koons è un instancabile “lavoratore”, il capo officina di un laboratorio che sforna manufatti in acciaio e alluminio, installazioni giganti, oggetti gonfiabili, montature disturbanti e ingannatrici, un repertorio che i curatori definiscono “aperto, democratico, spirituale”.
Affabile ed estroverso, pure racchiuso in un bozzolo di edulcorata dialettica, Koons distrugge ogni residuo di artista in conflitto col mondo, il dialogo fra arte e vita non lo tocca, la ricerca del “vero” passa da una condotta lineare, domesticamente riconducibile all’armonia che sembra circondarlo: «Devo darmi un pizzicotto ogni tanto per rendermi conto di quanto sia fortunato. La mia vita si è trasformato con l’arte, mi ha aperto verso gli altri, il legame col passato mi ha spalancato il futuro. Se segui i tuoi interessi e ti concentri su di essi allora sei connesso con l’esterno, il tuo vocabolario diventa universale. Per questo il mio lavoro ha sempre riguardato l’uguaglianza e l’opposizione a qualsiasi forma di gerarchia». Sviluppata con l’artista, la mostra ospita prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, proponendo come originale chiave di lettura il concetto di “Shine”, una “lucentezza” intesa come gioco di ambiguità tra splendore e bagliore, essere e apparire, resa celebre nel suo risvolto più traumatico da Stanley Kubrick. Protagoniste sono opere che raccontano oltre 40 anni di carriera, dalle celebri sculture in metallo lucido che replicano oggetti di lusso, come il “Baccarat Crystal Set” o gli iconici giocattoli gonfiabili, i celebri “Rabbit” e “Balloon Dog (Red)” , fino alla re-interpretazione di personaggi della cultura pop come “Hulk” o alla re-invenzione dell’idea di ready-made con l’utilizzo di oggetti di uso comune come “One Ball Total Equilibrium Tank”. Autore di lavori entrati nell’immaginario collettivo, grazie alla capacità di unire cultura alta e popolare, dai raffinati riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo del consumismo, Koons trova nell’idea di bagliore la formula vincente dei suoi lavori. Dotati di una proprietà riflettente, i pezzi di Koons accrescono la nostra percezione metafisica del tempo e dello spazio, della superficie e della profondità, della materialità e dell'immateriale. «Il lavoro dell'artista – conclude – consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore: qui si compie l’arte».
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 e il giovedì fino alle 23. Info: 055 2645155.
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