Gioco
Video games, pubblicità e fumetti: Dante celebrato smarrendo la dritta via
Il sommo poeta versione pop/ a bagno a ripoli
Gabriele Rizza
Non c’è pace per Dante, oggetto di mille interventi e continue riletture nel solco delle celebrazioni per il settimo centenario della morte. Un libro aperto che sfoglia molte pagine e un palinsesto che si arricchisce di spunti creativi. L’ultimo, simpatico e antiaccademico, rivolto soprattutto agli adolescenti, lo confeziona il Comune di Bagno a Ripoli che fino al 24 ottobre, negli spazi dell’Oratorio di Santa Caterina, propone un attraversamento pop dell’immaginario dantesco, nel senso che a finire sotto la lente del poeta sono i territori della comunicazione contemporanea, la più giovanilistica e divertente, espressa nei manifesti e nelle campagne pubblicitarie, nelle tavole dei fumetti, negli schermi dei videogames.
Un mondo che si arricchisce di contributi nobili come le tre opere inedite di Nano Campeggi, il principe dei cartellonisti cinematografici, oltre a un lavoro realizzato ad hoc dalle street artist “Lediesis”, per un circuito fatto anche di laboratori rap a ritmo delle terzine della Commedia, di videogiochi in tema e di una serie di incontri che culminerà il 9 ottobre nella “lectio” di Pupi Avati, che al Sommo Poeta ha dedicato la sua ultima impresa per lo schermo, protagonista Sergio Castellitto. La mostra, che rappresenta un’occasione per narrare in maniera inedita lo straordinario e stratificato patrimonio dantesco, è articolata in quattro sezioni: “Dante testimonial”, “Dante a flumetti”, “Riletture” e “Dal cinema alla console”. Si parte con un excursus nella storia della pubblicità, dalla storica campagna Olivetti che vede Dante provare ad utilizzare una macchina da scrivere al Dante che si gode un “paradisiaco” piatto di pasta dopo aver usato la Magnesia San Pellegrino, dallo spot Foxy nel quale Dante scrive su un rotolo di morbida carta igienica l’ultimo verso della Divina Commedia fino al Paolo Hendel Dante per Publiacqua e agli spot Tim diretti da Gabriele Muccino con Neri Marcorè e Marco Mazzocca. La prima immagine di Dante a fumetti risale al 1949 con la parodia disneyana “L’Inferno di Topolino”, poi sarà Paperino a scendere nei gironi infernali con “Messer Papero e il ghibellin fuggiasco” mentre il Dante di Marcello Toninelli compare sulle pagine di "Off-Side" nel 1969. Poi lo troviamo protagonista della “Storia d’Italia a fumetti” di Enzo Biagi, uscita nel 1980, e più di recente, nel 2009, il giapponese Go Nagai ispirandosi alle tavole di Gustave Dorè ha riletto la Divina Commedia in chiave manga. Nella sezione “Riletture” sono ospitati i lavori di artisti che hanno scelto Dante come protagonista reinterpretandone la figura, come appunto fanno Campeggi e le “Lediesis”, per finire con Dante al centro dell’universo audiovisivo, dal cinema muto a “Totò all’inferno” di Camillo Mastrocinque passando dall’unica, e mai terminata, serie tv dedicata alla Commedia di Peter Greenaway del 989 fino alle recenti animazioni di Sean Meredith e di Boris Acosta e all’action adventure “Dante’s Inferno” della Visceral Games dove un muscolare Alighieri combatte mostruosi nemici.
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