Attenzione
«Con Marcel Pagnol sento il profumo del timo e il canto delle cicale»
Gabriele Rizza
Manon Hansemann, architetto, da settembre 2018 è direttrice dell’Istituto francese di Firenze. Fra i suoi incarichi si distinguono la sovrintendenza ai monumenti storici per il Centro nazionale francese, la direzione della Casa giardino di Clemenceau a St-Vincent-sur-Jard e dell’Abbazia di Charroux nella Vienne. Nel 2019 è stata nominata “Accademico d’onore” dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Sotto la sua direzione l’Istituto di piazza Ognissanti ha rafforzato la propria presenza come punto di riferimento non solo per la cultura transalpina instaurando un sempre più fitto dialogo con le altre istituzioni della città.
il libro sul comodino
“La vita nascosta dei colori” di Laura Imai Messina che ho appena finito, mi ha sedotto il fascino nipponico che attraversa il romanzo, affiancato a “La tentation” di Luc Lang, autore che accoglieremo all’istituto il 6 ottobre per un incontro con il pubblico.
il libro della vita
“Les vaincus” d’Irina Golovkina, nipote del compositore Nikolai Rimsky-Korsakov. Un libro appassionante, che segue le vicissitudini di una nobile famiglia russa dopo la rivoluzione d’ottobre e la presa del potere da parte di Lenin, e che poi cerca di sopravvivere sotto il terrore stalinista. Un libro commovente, direi persino sublime.
il libro che seduce
E stata una piccola epifania “La plage d’Ostende” di Jacqueline Harpman, che ho scoperto grazie a una lettrice che frequenta il nostro istituto. Harpman è una scrittrice belga di professione psicoanalista, che ha una sensibilità nella descrizione dei personaggi, una acutezza nel penetrare nei loro sentimenti e far emergere le loro pulsioni caratteriali, davvero incredibili. Una scrittura densa e affascinante che rivela tutta la complessità, la profondità e l’inquietudine dei protagonisti.
il libro che sorprende
“Le roi n’avait pas ri” di Guillaume Meurice, che permette di rendersi conto di quanto chi detiene il potere abbia bisogno di uno sguardo acuto e disinteressato per affrontare i nodi della politica e le contraddizioni della società. Un tempo erano i buffoni di corte ad avere questa “lucidità” di lettura e evidenziare, per quanto era loro consentito, abusi e favoritismi. È interessante il fatto che questo libro sia scritto da un comico noto per la sua partecipazione a “Par Jupiter”, trasmissione molto popolare in Francia.
il libro che non delude
Direi che il catalogo di una bella mostra non delude mai, perché ci permette di rivivere le emozioni che abbiamo vissuto durante la visita. Penso a esempio a Modigliani, alla bella mostra che gli ha dedicato Livorno, la sua città, e che ho avuto la fortuna di vedere poco prima del lockdown.
il libro da rileggere
Ce n’è uno in particolare, “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen. Sono affascinata dallo sguardo che questa donna riserva e versa sulla società vittoriana, con tutti i suoi ritmi, le cadenze, le abitudini, i limiti e le falsità, un cerimoniale ipocrita dietro la cui facciata si celano inquietudini, delusioni, illusioni perdute.
il libro delusione
“Belle du seigneur” di Albert Cohen. È stata la delusione più grande, proporzionale a tutto il bene che ne avevo sentito. Non mi è piaciuta la storia e neppure i personaggi, sempre troppo invischiati nei loro sentimenti. L’ho comunque finito, con grande fatica.
il libro che avrebbe
voluto scrivere
“Le château de ma mère” di Marcel Pagnol. Ho trascorso la mia infanzia nel sud della Francia, la terra di Pagnol. Sono davvero incredibili le descrizioni dei paesaggi. Sento il canto delle cicale e annuso il profumo del timo fin dalle prime pagine.
il libro italiano
Il più significativo “Il principe” di Niccolò Machiavelli. Ammiro la visione intransigente di Machiavelli sui suoi contemporanei, sui giochi di potere e su quello che oggi si chiamerebbe il mondo politico.Lo trovo terribilmente attuale. Jean-Claude Zancarini e Jean-Louis Fournel che hanno scritto una nuova biografia su Machiavelli, saranno a Firenze, ospiti dell’istituto, il 13 ottobre per parlarne col pubblico.
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