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Apre la mostra di Tibaldi Architetture e isolamento
LUCCA. L’associazione culturale Dello Scompiglio presenta “Architetture dell’isolamento”, la mostra personale di Eugenio Tibaldi, a cura di Angel Moya Garcia, che si inaugura oggi dalle 11 fino alle 20 nella Tenuta di Vorno (Lucca).
Un progetto complesso e articolato che compone un’analisi sui margini, sul potere, sugli attraversamenti e sullo stesso concetto di normalità. Cosa si innesca nella mente delle persone quando imboccano una strada che le porta verso una sorta di isolamento cognitivo rispetto al resto della società, uno spazio altro in cui diviene impossibile definire una reale volontà dell’individuo nel creare questa stessa condizione?
Un accadimento che può essere assimilato a una frana, destinata a perdurare fino a un riassestamento.
In questo nuovo assetto lo spazio interiore inizia a coincidere e aderire con quello esteriore, senza più distinzioni o confini.
A seguito del primo lockdown a marzo del 2020, Eugenio Tibaldi visita un appartamento signorile abbandonato da un decennio a Torino.
Il suo interesse a lavorare sulle mutazioni, sui margini, sulle periferie, lo porta a interrogarsi e a indagare sull’accumulo di oggetti, di ogni tipologia e provenienza, che si trovano completamente impolverati all’interno della casa.
Un’ingente quantità di materiali collezionati in modo ossessivo dalla persona che ha trascorso gli ultimi dieci anni della propria vita confinata in quello spazio, rifiutando ogni contatto con l’esterno. Nel progetto “Architetture dell’isolamento” la condizione umana di quella persona non è chiamata a testimone, poco importa chi era e come era fisicamente, emerge invece la costruzione postuma del palinsesto concettuale di una scelta, una via possibile che esiste dentro ognuno di noi in cui si annulla qualunque concezione di spazio esterno, lasciandosi andare verso la totale scomparsa sociale.
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