Sicurezza
Lucca difende Puccini dalle accuse di razzismo
lucca. L’Opera nazionale scozzese riporta in auge il lato “razzista” di Giacomo Puccini nell’opera lirica Madama Butterfly: a questo tema dedicherà alcune conferenze, annuncia l’autorevole ente culturale britannico. E Lucca insorge. A partire dal sindaco Alessandro Tambellini (anche presidente della Fondazione Puccini), che urla allo scandalo per questa tendenza, sottolinea, a un revisionismo senza fondamento.
«Avete presente “L’ultima cena” del Veronese? O “L’adorazione dei magi” del Mantegna? Cosa facciamo: cancelliamo con la scolorina i volti dei personaggi di colore? Oppure distruggiamo l’opera? E i Mori di Livorno? Distruggiamo anche quelli? – sbotta Tambellini – di questo passo – aggiunge – dovremo fare una pulizia generale nei musei di tante opere del Rinascimento». Il Comune di Lucca non esclude nemmeno la querela, considerando il dibattito promosso dall’ente culturale scozzese una sorta di «folle caccia alle streghe. Useremo ogni mezzo, anche legale, per difendere la figura del maestro lucchese», promette Tambellini.
Sono state quasi ciclici, negli ultimi decenni, i tentativi di “revisionare” le opere di Puccini, promosse quando dall’uno quando dall’altro critico o studioso della materia, spesso e volentieri di oltre Manica. Come nel 2007, quando un musicologo britannico lanciò il suo strale sempre contro la pucciniana “Madama Butterfly” affermando che l’opera di Puccini doveva essere considerata inaccettabile, colonialista e razzista. In questa opera Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, si unisce in matrimonio a Cio-Cio-San, una geisha quindicenne. Il matrimonio si celebra secondo la legge giapponese: questo conferisce a Pinkerton la possibilità di ripudiare la moglie in qualsiasi momento per sposare una donna americana. Infatti si comporta così, causando la disperazione di Cio-Cio-San, che alla fine si toglierà la vita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
