Il Tirreno

dal 28 settembre al 3 ottobre 

Festival del cinema di Firenze, una finestra sul Medio Oriente

Gabriele Rizza
Una scena del film di chiusura del festival "Zip-it" di Anicee Gohar
◗
Una scena del film di chiusura del festival "Zip-it" di Anicee Gohar

Da dodici anni alle proiezioni affianca mostre, musica, gastronomia e incontri. Riflettori sull’Afghanistan e sul Libano, in apertura un titolo sull’Iran e lo scià

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Da dodici anni le frontiere del Medio Oriente con le sue panoramiche incendiarie trovano a Firenze una via di fuga e un aggiornamento continuo grazie alle immagini del Middle East Now, il festival impaginato da Lisa Chiari e Roberto Ruta che torna sullo schermo della Compagnia e dello Stensen dal 28 settembre al 3 ottobre, con un programma sfaccettato che ai film e ai documentari, spesso accompagnati dai rispettivi autori, affianca un cartellone di mostre, musica, fumetti, food, incontri, eventi speciali.

Una rassegna il Middle East Now che da sempre si caratterizza per una forte attenzione all’attualità, al racconto dei fenomeni più nuovi e vibranti delle culture e delle società del Medio Oriente contemporaneo, che oggi più che mai hanno bisogno di essere approfonditi.

Il calendario sciorina fra anteprime nazionali e mondiali 42 titoli premiati nei migliori festival, per un viaggio sorprendente che tocca un’area geografica sempre più al centro della politica e dei media internazionali, provenienti da Iran, Iraq, Kurdistan, Israele, Palestina, Egitto, Emirati Arabi, Kuwait, Afghanistan, Siria, Algeria, Marocco, Tunisia, Algeria.

«Attraverso queste opere - dicono i responsabili del festival fiorentino - vogliamo far conoscere al pubblico le culture e le società di questi Paesi, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati».

Decisamente tempestivi si presentano i due focus sull’Afghanistan e sul Libano, storie che raccontano di due Paesi chiave nel conflitto che travolge il Medio Oriente, autori che riflettono su come la creatività araba reagisce ai disastri e apre spiragli di guarigione e speranza per il futuro indagando la complessità dello scenario geopolitico che vi ruota attorno.

Arriva invece dall’Iran il titolo di apertura, “Radiography of a family” di Firouzeh Khosrovani, che attraversa le vicende della sua famiglia, dallo scià alla rivoluzione islamica, passando per la guerra con l’Iraq fino ai giorni nostri.

Ancora iraniano uno dei titoli più attesi, “Hit the road”, opera prima di Panah Panahi, figlio di Jafar Panahi, presentato a Cannes. La chiusura è affidata all’egiziano “Zip it”, ritratto dello stilista 26enne Mohanad Kojak, girato dalla regista Anicee Gohar, entrambi ospiti in sala, le sfide che un giovane ed eccentrico creativo deve affrontare in una società in cui tutto ciò che non è convenzionale è considerato controverso.

Tutte le informazioni su www.middleastnow.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore