Il Tirreno

«Nabokov tutto da rileggere “La cognizione del dolore” ispirò una mia canzone»

Luca Trambusti
«Nabokov tutto da rileggere “La cognizione del dolore” ispirò una mia canzone»

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Luca Trambusti

Cristiano Godano, cantautore, chitarrista, scrittore e front man della band Marlene Kuntz, è un rocker di classe e figura carismatica. La sua scrittura letterario-musicale non è mai banale ma piuttosto profonda e ricercata. Oltre all’attività musicale Godano ha firmato anche tre libri: la raccolta di racconti “I vivi” (2008), “Nel vuoto” (2010), e “Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz” (2019). Il musicista di Cuneo sta attualmente portando in tour, accompagnato da Roberta Finocchiaro, il suo primo album solista “Mi ero perso il cuore” (Ala Bianca) entrato nella cinquina delle Targhe Tenco Opera Prima.

Accanito e onnivoro lettore Godano dice “Di questi tempi mi attraggono di più i saggi: sono tantissime le storture di questo nostro mondo, e vado cercando motivi e spiegazioni.” In ogni caso la sua modalità di lettura è quella tradizionale: su carta, niente ebook. Ci siamo fatti raccontare le sue preferenze librarie presenti e passate. Le sue scelte svelano un lettore particolarmente esigente, che preferisce libri di sostanza per approfondire, anche a discapito della facilità e fluidità di lettura. Alcune di queste caratteristiche le ritroviamo anche nella sua scrittura musicale.

Il libro sul comodino

«Sto finendo con moderata lentezza “Il capitalismo della sorveglianza” (2019), della professoressa americana Shoshana Zuboff, e “La pienezza del vuoto” (2017), dell’astrofisico Trinh Xuan Thuan – dice Godano – Il primo si prefigura di spiegare come mai mostri tipo Google ci stanno fottendo con l’erosione della nostra persona, ma per capire compiutamente quanto ho appena detto servirebbe leggere il libro. Il secondo invece argomenta su un concetto di sicuro fascino, almeno così è per me: il vuoto».

Libro della vita

« Su questo non ho dubbi – dice il musicista – “Lolita” di Vladimir Nabokov (1955), che scoprii nei giorni della registrazione del primo disco dei Marlene Kuntz, ovvero “Catartica” del 1994».

Libro da rileggere

«Qualsiasi libro di Vladimir Nabokov, che scrisse molti capolavori, oltre a quello sopracitato, non può altro che essere riletto – dice Cristiano Godano – A una prima lettura si rimane beatamente spaesati, non essendo sicuri di avere “la verità” in tasca, o meglio: la soluzione. È semmai una sorta di eco piacevole e tormentosamente stimolante quella che rimane a fine lettura, e che invoglia a rileggere per provare a capirne di più. E la sua prosa è magnifica, perché era un imbattibile esteta della parola».

Libro delusione

«Ricordo che mi regalarono “Il soccombente”, di Thomas Bernhard (1983), caricandolo di un’aspettativa enorme, ma purtroppo non ne fui catturato. Vorrei prima o poi ricordarmi di dare una seconda chance a Bernhard, autore tenuto in grandissima considerazione da molti lettori di livello: probabilmente mi ci imbattei in un momento sbagliato».

Libro da consigliare

«Siccome ritengo che servirebbe una presa di coscienza “mondiale” della trappola in cui i colossi della rete ci hanno fatto cascare (Google, Amazon, Zuckerberg, eccetera), mi permetterei di consigliare “Il capitalismo della sorveglianza”, che come dicevo prima ho in lettura in questo periodo, che però richiede molta concentrazione e disponibilità. Chi ce l’ha già nella sua libreria non esiti a iniziarlo subito».

Libro ispiratore

«Penso a un libro che per diversi motivi ha una relazione con ciò che ho scritto: “La cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda (1963), perché appena giunto alla fine del penultimo capitolo mi fece scendere all’istante dal letto per iniziare la canzone omonima che poi i Marlene pubblicarono con il loro sesto disco, “Bianco Sporco” (2005)».

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