Gioco
Staffetta di palcoscenici per celebrare Bussotti l’artista dai mille talenti
Il compositore, regista e poeta fiorentino compie 90 anni Da Fabbrica Europa al Maggio, un tributo in cinque tappe
Gabriele Rizza
Non può non muoversi su molte piste l’omaggio a Sylvano Bussotti, personalità fertile e dirompente di artista, che compie 90 anni (è nato a Firenze il primo ottobre 1931), istruito in cinque tappe, dal 20 al 24 settembre, da Palazzo Vecchio in sinergia con Fabbrica Europa, Stensen, Queer Festival, Tempo Reale, Maschietto Editore, Maggio Musicale e Museo Marini.
La festa fiorentina inquadra, per quanto possibile, istanti di un’esistenza nomade, estroversa e poliedrica, divisa tra molte città e molti progetti, in una miscela incandescente di arte e vita, un itinerario emerso solo in alcune occasioni, a partire dalle esposizioni connesse alle attività del Gruppo 63, nel cui nome ebbe luogo il celebre e scandaloso debutto palermitano di Bussotti, “La passion selon Sade” del 1965.
Compositore, uomo di teatro, pittore, scenografo e costumista, ma anche romanziere, poeta, regista teatrale e filmaker, Sylvano Bussotti incarna una totalità artistica dal talento indiscusso. Nei suoi lavori, con spregiudicatezza e libertà, le arti si incrociano, i segni si sovrappongono in forme diverse e originali, all’insegna di una visione in cui provocazione kitsch e rigore formale si fondono perfettamente.
Ecco allora le sue frequentazioni con Aldo Braibanti, le trasferte a Darmstadt, gli incontri con John Cage, Pierre Boulez, Alberto Arbasino, Pasolini, Carmelo Bene, il sodalizio con Cathy Berberian, il soggiorno a metà degli anni Sessanta negli Stati Uniti invitato dalla Fondazione Rockfeller, la direzione della Fenice di Venezia e del Festival pucciniano di Torre del Lago, le regie liriche a Firenze, all’Arena di Verona, alla Biennale veneziana, alla Scala, a Colonia e New York (solo per citarne alcune) e la creazione a Genazzano nel 1984 della Scuola spettacolo "BussottiOperaBallet" (in sintesi b.o.b.), depositaria e promotrice della sua opera.
L’omaggio fiorentino affronta in particolare tre aspetti della sua attività: la produzione filmica e sonora, le occasioni coreografiche e il contesto storico artistico in cui il compositore fiorentino fu attivo. Anticonformista per vocazione e anticipatore dei tempi per intuizione, l’universo bussottiano emerge lunedì 20 nell’ambito di Fabbrica Europa dalla conferenza di Luca Scarlini “I mille volti del desiderio: fantasmi di Fedra nell’opera di Bussotti” per proseguire il 22 allo Stensen con una serie di proiezioni e performance a cura di Tempo Reale, fra cui “Apology”, girato a Berlino nel 1972, e i videogiornali realizzati nel 1991 per la Sezione Musica della Biennale, in cui Bussotti si relaziona con alcuni personaggi emblematici della cultura pop del tempo: Maurizio Costanzo, Alvaro Restrepo, Patty Pravo, Moira Orfei e Moana Pozzi.
Il 23 alla Compagnia passa, nel cartellone del Queer Festival, “Bussotti par lui même”, il documentario firmato nel 1974 da Carlo Piccardi per la Televisione della Svizzera Italiana, in stretta collaborazione con il compositore, e in chiusura il 25 prima al teatro del Maggio la presentazione del libro di Renzo Cresti “Sylvano Bussotti e l’opera geniale”, uscito per i tipi di Maschietto, e poi al Museo Marini la messinscena di “Ermafrodito”, concerto-coreografia narrato da Luca Scarlini, con Alberto Mesirca alla chitarra che si confronta con la danza di Luisa Cortesi. Info e programma completo www.culter.it.
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