Il dolore
Che bella sorpresa le “Parole” di Caccamo
Il cantautore siciliano ci offre un poetico lavoro ispirato a brani di grandi autori con super collaborazioni
Luca Trambusti
Ha scelto di volare alto Giovanni Caccamo con il suo nuovo disco uscito ieri. “Parola”, questo il titolo, è una raccolta di sette brani preceduti da altrettante brevi recitazioni di testi che poi ispirano le canzoni stesse. Alle letture ci sono: Willem Dafoe, Patti Smith e la figlia Jesse Paris Smith, Liliana Segre, Aleida Guevara, Michele Placido, Beppe Fiorello e una preziosa registrazione d’archivio di Andrea Camilleri. I testi degli interventi sono invece di Manlio Sgalambro e Franco Battiato, Jesse Paris Smith, Che Guevara, Camilleri, Gesualdo Bufalino, Liliana Segre e Pasolini.
«Al centro di questo album, di quest’opera corale, c’è la Parola», dice il cantautore di origini siciliane. L’idea originaria arriva proprio dal frammento di discorso di Camilleri contenuto in questo album. “Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola – dice l’inventore di Montalbano – Le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole”. Con questa idea, un nuovo rinascimento della parola, Caccamo ha lavorato per tre anni selezionando le parole, i testi a cui ispirarsi per scrivere le canzoni. Sono molti i temi che vengono trattati, dall’ambiente, al rapporto con i genitori, dalla metafisica al rapporto bene e male. Non si tratta quindi di banalità o di “canzonette”, ma pur sempre di canzoni pop. «La musica diventa pop – dice Caccamo – nel momento in cui lascia il singolo e raggiunge il popolo. Qui lo faccio con la volontà di tradurre in chiave fruibile e semplice dei concetti che sulla carta possono essere più complessi».
Il risultato sono parole appunto d’amore, di speranza, poetiche analisi di mondi differenti. Il tutto con un collante musicale. «La forza della canzone – ragiona Caccamo – è il rapporto ed il connubio tra parola e musica. Sono due forme d’arte a sé stanti, ognuna può vivere anche senza l’altra, pensiamo alla musica classica o a una poesia. Da sole hanno una loro singola forza. Se le unisci, come nel caso della canzone, questa forza aumenta».
“Parola” è un disco da “ascoltare”, una manciata di canzoni a cui prestare attenzione, scritte con una vena poetica ispirata, cesellate e curate in maniera quasi maniacale e rese eleganti da una produzione sonora ricca, con un’elettronica emotiva, che le avvolge. C’è solo un problema, che poi sta tutto nella testa dell’ascoltatore. Così tanti e prestigiosi interventi su testi importanti possono essere un’arma a doppio taglio e dare luce ma anche ombra sulle canzoni, sulle composizioni di Caccamo. Le introduzioni vanno considerate per quello che sono: fonti d’ispirazione, forse inarrivabili, ma scintille per accedere riflessioni di un artista condivise con gli ascoltatori. Un importante disco di contenuto.
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