Il Tirreno

teatro del maggio 

La Traviata va nel ‘68 e si ispira a Luis Buñuel

G.R.
La Traviata va nel ‘68 e si ispira a Luis Buñuel

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FIRENZE. Respira aria di Sessantotto, anno spartiacque con le sue utopie e i suoi deragliamenti in vista di una liberatoria “immaginazione al potere”, la nuova Traviata che domani debutta al Teatro deL Maggio: sul podio Zubin Mehta, che ritrova l’opera del suo debutto a Firenze nel lontano 1964, in cabina di regia Davide Livermore (al secondo titolo verdiano qui al Maggio dopo Rigoletto), scene dello studio Giò Forma, costumi di Mariana Fracasso, luci di Antonio Castro, video di D-wok.

Il capolavoro di Giuseppe Verdi, certo il suo più noto e popolare, diventa spesso veicolo per letture inedite e strumento di spericolate escursioni. L’avventura sessantottina di Violetta si coniuga in questa occasione con altre scandalose panoramiche, quelle di “Bella di giorno”, il film di Luis Buñuel del 1967, rifiutato a Cannes e premiato a Venezia col Leone d’oro, che sarà il più grande successo al botteghino del regista aragonese. Il manifesto della nuova Traviata fiorentina cita la locandina del film: la sensuale Nadine Sierra (al suo debutta nel ruolo) la schiena nuda, profilo esplicito, si sovrappone a Catherine Deneuve, moglie insoddisfatta, prigioniera di un’educazione borghese, che cerca la liberazione prostituendosi per poche ore nel pomeriggio.

La vicenda dunque è ambientata nella Parigi del Maggio 68, in pieno fervore rivoluzionario: «Ma non per provocare – dice Livermore – quanto per raccontare più da vicino questa storia, per sviluppare la ricchezza e la modernità del capolavoro verdiano e anche lo scandalo che creò nella società di allora, nel 1853. Tutto ciò nel rispetto totale del libretto e della partitura. Perché anche l’amore tra Violetta e Alfredo è altrettanto forte e rivoluzionario, è quello di una giovane e bellissima prostituta che grazie a esso intraprende un percorso di redenzione personale». Nel cast, accanto a Nadine Sierra, spiccano Francesco Meli come Alfredo e due “mostri sacri” come Leo Nucci e Placido Domingo che si alterneranno nel ruolo di Germont.

Repliche 22, 24, 28 settembre, 2 e 5 ottobre. G.R.

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