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Schumann, Stravinsky e la magia del piano di Martha Argerich
La pianista argentina protagonista del concerto in programma oggi alle 18,30 nella Villa romana
Portoferraio. La pianista argentina Martha Argerich sbarcaa Portoferraio per partecipare alla 25ª edizione di “Elba isola musicale d’Europa”. La musicista è la protagonista del concerto di oggi alle 18,30 nella Villa romana della Linguella. Nella prima parte del concerto eseguirà il “Quintetto per pianoforte e archi opera 44” di Robert Schumann, insieme a David Grimal e Aki Sauliére al violino, Georgy Kovalev alla viola e Raphael Bell al violoncello. A seguire sarà eseguita la versione per due pianoforti de “La sagra della primavera” di Igor Stravinsky eseguita dalla stessa Argerich e con la giapponese Akane Sakai.
Nata a Buenos Aires, 80 anni festeggiati lo scorso giugno, Argerich ha studiato pianoforte dall’età di cinque anni. Considerata una bambina prodigio, si è esibita in pubblico molto presto. Nel 1955 viaggiò in Europa e studiò a Londra e Vienna e nel 1957 vinse i primi premi ai concorsi di Bolzano e Ginevra. Da quel momento in poi, la sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi internazionali. Il suo repertorio comprende Bach così come Bartok, Beethoven, Schumann, Chopin, Liszt, Debussy, Ravel, Franck, Prokofiev, Stravinsky, Shostakovitch, Tchaikovski, Messiaen. Ospite permanente delle più prestigiose orchestre e festival in Europa, America e Asia, predilige anche la musica da camera. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: “Ufficiale dell’Ordine delle arti e delle lettere” nel 1996 e “Comandante dell’Ordine delle arti e delle lettere” in Francia; “L’Ordine del Sol Levante”, il “Praemium imperiale” in Giappone, il “Kennedy Center Honors” nel 2016 consegnato da Barack Obama e “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana” nel 2018 ricevuto dal presidente Sergio Mattarella.
Oggi, come già scritto, Argerich eseguirà da prima il “Quintetto opera 44” di Robert Schumann – in cui il musicista dà al pianoforte un ruolo da protagonista, creando un dialogo elegante e intenso con gli atri strumenti, lasciando trasparire una densità sinfonica di scrittura – a seguire “La sagra della primavera” scritta da Stravinsky fra il 1911 e il 1913 per la compagnia dei Balletti russi di Sergej Djagilev. La prima rappresentazione, a Parigi nel Théâtre des Champs-Élysées il 29 maggio 1913, segnò un momento fondamentale non solo nella carriera del suo autore, ma anche per la storia del teatro musicale. L’innovazione straordinaria della musica, la coreografia e l’argomento stesso crearono un enorme scandalo e “La sagra della primavera” divenne una pietra miliare nella letteratura musicale del XX secolo. La versione per due pianoforti (o a quattro mani) venne realizzata dallo stesso Stravinsky che intendeva farla ascoltare a Claude Debussy. Nel 1913 questa trascrizione fu pubblicata in Russia presso “Rmi, edizioni musicali russe” di Sergej Kusevickij. La Boosey & Hawkes ristampò nel 1952 la versione originaria per pianoforte a quattro mani, senza modifiche.
Biglietti da 20 a 25 euro; ridotti (fino a 18 anni) 15 euro.
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