Il Tirreno

I “dolci baci” targati Puccini

Il maestro Jacopo Sipari
Il maestro Jacopo Sipari

Stasera alla Versiliana le arie del maestro, Mascagni e Leoncavallo. Una rassegna di grandissime voci con la direzione di Jacopo Sipari

30 agosto 2021
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Con la direzione dell’Orchestra del Festival Puccini affidata al Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, il Festival Puccini porta in scena il dramma che, nelle voci dei solisti, trova il proprio palcoscenico naturale nel Teatro della Versiliana.

Un evento, “Oh! Dolci baci” - in scena questa sera (ore 21.30) che stringe in un simbolico nodo due luoghi di cultura: il palcoscenico della Versiliana e quello del Gran Teatro all’Aperto Giacomo Puccini, calcato dall’arte e dalla musica nel corso di un’intera stagione d’opera e di eventi e che si sposta idealmente a Marina di Pietrasanta per la serata conclusiva del 67° Festival Puccini e del 42° Festival La Versiliana.

«Questo evento che siamo particolarmente orgogliosi di presentare a conclusione dei rispettivi cartelloni – spiega il presidente della Fondazione Versiliana Alfredo Benedetti - assume una forte valenza per la collaborazione tra la Fondazione Versiliana e la Fondazione Festival Pucciniano sotto l'egida della Regione Toscana e di Toscana Promozione Turistica, ma soprattutto rappresenta un'esperienza che ci auguriamo di poter ripetere il prossimo anno, magari in apertura di stagione».

E’ un evento, testimonianza delle sinergie istituzionali- commenta la presidente della Fondazione Festival Pucciniano Maria Laura Simonetti- che riteniamo indispensabili per valorizzare il territorio e le sue eccellenze. Grazie alla Regione Toscana e a Toscana Promozione turistica per averci permesso di realizzare questo evento che chiude una stagione di successi e che ci auguriamo di poter replicare nel 2022. Così, dal lago di Massaciuccoli al verde che invade La Versiliana, il filo rosso del bacio che ha percorso l’intera stagione del Festival Puccini unisce il pubblico con la musica di Puccini, Leoncavallo, Mascagni, Cilea, Giordano. L’interpretazione di alcune delle più celebri arie del melodramma italiano sono affidate ai bravi solisti soprano Donata D’Annunzio Lombardi e Carolina Lopez Moreno, al mezzosoprano Anastasia Boldyreva, al tenore Misha Sheshaberidze e al baritono Fernando Cisneros che dipingono per il pubblico del Teatro La Versiliana quadri di vita i cui personaggi si muovono tra realtà e trasposizione esotica con i “colori tipici” dell’universo operistico di questi compositori.

Un programma, diretto con vigorosa passione dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che accompagna in un viaggio tra le passioni e i sentimenti attraverso le arie più famose del repertorio operistico dei più grandi compositori del Verismo italiano, punto di svolta del melodramma italiano di fine Ottocento. Giacomo Puccini, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, Francesco Cilea, Umberto Giordano: sono questi i compositori che, con raffinata attenzione al vero, scrivono e descrivono pagine di musica dense di passioni autentiche.

TEATRO DELLE DONNE

“A viva voce” contro l’aumento di discriminazione e violenza che le donne stanno subendo dall’inizio della pandemia, aggravando una situazione già drammatica. “A viva voce” è il titolo voluto dal Teatro delle Donne per l’edizione 2021 di Avamposti Teatro Festival, al via dal giovedì 9 a domenica 12 settembre nel Cortile di Villa Vogel (ingresso da via Delle Torri, 23), grazie al determinante contributo della Fondazione CR Firenze. Inaugura giovedì 9 e venerdì 10 settembre lo spettacolo “Amarti, che fatica!” di Andrea Muzzi in cui si affronta in modo ironico la relazione di una donna con un narcisista patologico, la tipologia di uomo più vicina a quella dell’autore di violenza. Ed è proprio nel contrasto fra un tema molto serio e l’ironia del testo che punta questa nuova produzione. L’interprete è Valentina Banci. Sabato 11 settembre Elena Arvigo porta sul palco un testo tratto dal libro di Francesca De Sanctis “Una storia al contrario”, in cui si parla della perdita del lavoro e della chiusura del quotidiano “L’Unità”.

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