Stenz, Kazushi Ono e i giovani emergenti l’Orchestra Toscana ci guida alla scoperta
FIRENZE. «Dopo la pandemia, con il tira e molla dei concerti in streaming e le false riprese con il pubblico in sala, la prima, vera stagione firmata da Daniele Rustioni come direttore artistico presenta bacchette e solisti che mai (o di rado) qui si erano ascoltati. Per alcuni di loro è la prima volta a Firenze e in Toscana»: con queste parole, Maurizio Frittelli, presidente dell’Orchestra della Toscana, sintetizza l’itinerario 2021-2022, contrassegnato da una spinta verso le novità, una scelta non convenzionale, frutto della curiosità “giovanile” di Rustioni, che si concretizza in un programma con direttori e strumentisti emergenti. Una “nouvelle vague” di musicisti che già si afferma all’estero ma che da noi stenta a farsi largo. Sarà l’occasione per imparare a conoscere giovani interpreti, preparati, cosmopoliti e agguerriti presenti sui social ma in maniera non banale e soprattutto musicisti che tentano di non farsi ingabbiare in una concezione museificata e anacronistica. Accanto a nomi famosi come quelli del giapponese Kazushi Ono (già alla Monnaie a Bruxelles e all’Opéra di Lione), del tedesco Markus Stenz, del direttore onorario dell’Ort James Conlon, di Giovanni Sollima e Donato Renzetti, troviamo l’israeliano Daniel Cohen, gli statunitensi Jonathan Heyward e Ryan McAdams, l’anglo indiano Alpesh Chauhan, l’italo turca Nil Venditti per chiudere con i nostri Andrea Battistoni e Alessandro Cadario e con la tedesca Erina Yashima. I programmi abbracciano autori d’epoca classica e i nomi guida del Novecento, con puntate in avanti fino alle voci più autorevoli della scena contemporanea. Significativa è la commissione di tre partiture ispirate alla Divina Commedia firmate dall’americano Richard Danielpour, da Lamberto Curtoni e da Alberto Cara. La nuova stagione segna inoltre l’inizio della presenza come artisti “residenti” di Lorenza Borrani, Pietro De Maria ed Enrico Dindo. Il concerto inaugurale, l’8 ottobre al Teatro Verdi di Firenze, vede sul podio John Axelrod (già allievo di Leonard Bernstein) che si confronta con il nuovo pezzo “infernale” di Danielpour, con la Sinfonia n. 4 di Schumann e con il Concerto per violoncello di Dvorák, solista Enrico Dindo.
Gabriele Rizza
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google