La manifestazione
Memo, il cantante birichino alla Versiliana
Una carriera legata al successo di Innamorati a Milano. Remigi racconta la sua «terza giovinezza» alla Versiliana
Questa sera, domenica, alle 21,15 al Teatro della Versiliana andrà in scena il gran finale di “Musica e parole” la rassegna di incontri gratuiti ideata da Franca Dini e condotta da Dario Salvatori. A raccontarsi e a ripercorrere la sua lunga e variegata carriera sarà il cantautore Memo Remigi, che grazie alla sua recente partecipazione alle trasmissioni “Propaganda Live” come inviato e a “Oggi è un altro giorno” condotta da Serena Bortone ha conquistato il pubblico. Con la sua ironia, i suoi modi educati e la voglia di divertire e divertirsi, ci ha regalato un’immagine inedita lontana da quella dell’uomo serio in giacca e cravatta, cantautore impegnato alla stregua degli chansonnier francesi, e ha saputo conquistare e sorprendere anche i più giovani. Possiamo parlare di una seconda giovinezza quella che sta vivendo. «Io direi che quella che sto vivendo adesso è la mia terza giovinezza –racconta con il sorriso Memo Remigi, persona estremamente disponibile e cordiale– una terza giovinezza partita grazie all’intuizione degli autori di Propaganda Live, che mi hanno voluto. Mi hanno scoperto loro e io grazie a questa esperienza ho scoperto un mondo che mai più pensavo di incontrare la mia vita, nella mia carriera. Propaganda ha scoperto il Memo Remigi nascosto, quello vero, sono stati capaci di tirare fuori quella personalità che ho sempre avuto dentro di me, ma che non mai mi hanno permesso di tirare fuori. Tutte le volte che mi chiamavano in televisione mi chiedevano unicamente di cantare “Innamorati a Milano” non volevano altro per cui era come un timbro, un marchio di fabbrica».
Un Memo Remigi diverso da quello che è sempre stato, da quello che ci si aspetta.
«Sì, esatto sono riusciti a far venir fuori quello che avrei sempre desiderato mostrare di me. E questo mio nuovo modo di pormi, mi ha anche aperto poi le porte del programma con Serena Portone e altre mille novità in vista che arriveranno…»
Un’esperienza divertente?
«Mi sono divertito moltissimo con i vecchietti di Testaccio durante i collegamenti, davvero moltissimo».
Una carriera la sua veramente molto lunga la sua e piena di esperienze di ogni tipo.
«Lunga anche per un fatto anagrafico, la mia partenza è, come abbiamo detto “Innamorati a Milano” una canzone che è del 1964 con la quale vinsi il “Disco per l’estate” di quell’anno quando ancora non si faceva in televisione ma solo alla radio, votato con le cartoline, una vetrina molto importante con una canzone che è diventata un classico che ancora oggi si ascolta. Era una canzone che non seguiva i classici schemi delle canzoni all’italiana, come il giro armonico delle canzoni di Paoli per intenderci, “innamorati a Milano” ha un giro armonico particolare che piace molto ai jazzisti che la usano per fare delle jazz session perché costruita in modo tale che si presta a varie interpretazioni solistiche per cui è sempre una canzone simbolo che viene ripresa».
Ma non solo canzoni cantate ma anche scritte.
«Certo ho fatto Sanremo come autore, ma la mia immagine era già quella del ragazzino per bene vestito in giacca e cravatta un po’ alla francese. Dal 64 a oggi quasi sessant’anni che faccio questa carriera attraversando diverse fasi, ho fatto festival, trasmissioni tv importanti, cose per bambini, un programma con Topo Gigio, lo Zecchino d’oro, trasmissioni dove ero ospite fisso, la radio, teatro per sette mese con Arnoldo Foà, un film con Bisio».
Mancava solo il lato divertente allora.
«Il lato ironico mancava è vero, ma mancava solo quello e sono felice di averlo potuto esplorare».
C’è qualcosa che le piacerebbe fare? Un sogno? una trasmissione?
«Sì c’è vorrei concludere questa mia rassegna di eventi molto positivi, questa bella stagione partecipando a “Ballando con le stelle” anche perché fisicamente sto bene anche se lì bisogna essere tosti, ma grazie a Dio per ora sono a posto».
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