Il Tirreno

a ferrara 

In viaggio con Dante e i “suoi”manoscritti La Divina Commedia dal 1477 fino a oggi

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FERRARA. In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri la Biblioteca comunale Ariostea e l’Università degli Studi di Ferrara hanno promosso una mostra di opere dantesche dal titolo: “Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del viaggio dantesco alla Biblioteca comunale Ariostea di Ferrara”.

L’evento che sarà inaugurato giovedì 2 settembre offre al visitatore l’opportunità di conoscere un patrimonio librario rarissimo, attraverso un percorso originale di preziosi manoscritti e di antiche edizioni a stampa, la maggior parte delle quali mai esposta in precedenza.

L’esposizione si apre (in Sala Ariosto) con gli incunaboli della Divina Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478; seguono esemplari del 1491, 1493, 1497 corredati da xilografie, vignette e illustrazioni a piena pagina.

Trovano posto nelle vetrine anche rare cinquecentine, come Le terze rime di Dante (Venezia, Aldo Manuzio, 1502); e il Danthe Alighieri fiorentino historiado (Venezia, Bartolomeo Zani, 1507). In mostra anche un importante testimone del noto sonetto di Dante, Guido i’vorrei che tu e Lapo ed io, conservato in un codice in lingua francese della prima metà del Trecento che contiene Le livre dou treçor di Brunetto Latini.

Del cesenate Jacopo Mazzoni, si espone la Difesa di Dante, presente in un raro manoscritto delXVII secolo. In mostra anche una particolare edizione della Commedia tradotta in latino dal gesuita Carlo D’Aquino, in tre volumi, il cui frontespizio reca l’indicazione di stampa Napoli, Felice Mosca, ma fu impressa a Roma da Pietro Bernabò, nel 1728, proveniente dalla biblioteca del Collegio della Compagnia di Gesù di Ferrara. Delle tante edizioni ottocentesche della Commedia, ne sono state selezionate alcune con apparato illustrativo calcografico (Firenze, all’Insegna dell’Ancora, 1817-1819; Firenze.

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