Il Tirreno

I QUATTRO DI LIVERPOOL 

100 ore in clausura Il libro-evento racconta la genesi dell’eterna “Let it be”

100 ore in clausura Il libro-evento racconta la genesi dell’eterna “Let it be”

Documenti inediti e tante foto mai viste dei Beatles Dopo quell’album il concerto sul tetto che segnò l’epilogo

3 MINUTI DI LETTURA





Se esistesse una classifica delle canzoni più canticchiate della nostra vita (in auto, sotto la doccia, mentre facciamo una passeggiata) , “Let it Be” dei Beatles entrerebbe di diritto nella top five, perlomeno. Uno di quei motivi che attraversano le generazioni, che scavalcano i continenti, che non conoscono diversità: tutti la conoscono, tutti l’hanno cantata almeno una volta. Un simbolo.

Così, per raccontare la genesi di quel brano datato 1970 e dell’album che ne porta il nome, ci sono volute 240 pagine di un libro (“The Beatles: get back”) , in uscita mondiale il prossimo 12 ottobre e che in Italia sarà pubblicato da Mondadori.

Una chicca, una sorta di sacro testo per i fans dei quattro ragazzi di Liverpool: qualcosa di davvero unico perché si tratta di un viaggio attraverso le infinite sessioni nello studio di registrazione, oltre 100 ore di lavoro faticosissimo, di riscrittura e limatura per arrivare a partorire un capolavoro.

Non solo: nel libro ci saranno anche tante foto mai viste prima, tra cui quelle che nell’occasione vennero scattate da Ethan A. Russell e Linda McCartney. La prefazione è stata affidata a Peter Jackson e l’introduzione di Hanif Kureishi, mentre il testo è stato curato da John Harris, che con una pazienza davvero degna di menzione ha trascritto le lunghissime conversazioni con John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr proprio nel corso delle tre settimane della registrazione, un periodomagico per il gruppo, che alla fine mise in scena il leggendario concerto sul tetto degli Apple Studios, l’ultima volta che i Beatles si esibirono in pubblico prima dello scioglimento.

Si tratta del secondo libro ufficiale che parla del gruppo più famoso e iconico della storia della musica: il primo fu The Beatles Anthology, e sarà disponibile in dieci edizioni, compresa quella in italiano. È un’aggiunta speciale ed essenziale al documentario in tre episodi, “The Beatles: Get back” a cura di Peter Jackson, che sarà disponibile in esclusiva sulla piattaforma Disney+ tra i 25 e il 27 novembre prossimi. Il libro aiuta a compiere un viaggio indietro nel tempo, fino al gennaio del 1969, l’ultimo anno in cui i Beatles sono stati insieme come band. In quel momento The White Album è ancora primo in classifica, ma il prolifico gruppo si riunisce a Londra per un nuovo progetto, inizialmente intitolato Get Back. In 21 giorni, prima ai Twickenham Film Studios e poi nei loro nuovissimi Apple Studios, con fotocamere e registratori a nastro per documentare il lavoro quotidiano, la band prova un’enorme quantità di canzoni, vecchie e nuove, in preparazione a quello che sarà il loro ultimo concerto dal vivo, quello sul tetto degli Apple Studios, quello più famoso, quello che ha fermato Londra intera. Secondo la leggenda quelle sessioni sono state tempi cupi per una band che si stava sfasciando, ma Hanif Kureishi scrive nell’introduzione al libro: «In realtà è stato un momento estremamente produttivo per loro, durante il quale hanno creato alcuni dei loro pezzi migliori. E in questo libro abbiamo il privilegio di assistere alle loro prime prove, agli errori, alle divagazioni e alle digressioni, alla noia, all’esaltazione, all’improvvisazione giocosa e alle svolte improvvise che hanno portato a quello che di loro conosciamo e ammiriamo. » Queste sessioni, da cui sono nati l’album Let It Be e il film distribuito nel maggio del 1970, rappresentano l’unico momento dell’intera carriera dei Beatles in cui i quattro sono stati filmati estensivamente, mentre si trovavano in uno studio a creare e registrare musica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca