La manifestazione
C’è Nada, dove tutto iniziò
Torna nella sua Livorno con il concerto all’ippodromo Caprilli «Canterò i successi con la formula del duo: mi fa sentire libera»
Dario Serpan
«È un momento difficile, tesoro». Titolo dell’ultimo album di Nada, uscito a inizio 2019. «Un’espressione che esprime un malessere, ma mi fa sorridere», diceva allora la cantautrice del Gabbro. Ma poi, un anno dopo, è arrivata la pandemia, e quel titolo diventa a tratti profetico, perché non c’è dubbio che stiamo attraversando tutti un momento per niente semplice. E allora che dire, a ripensarci? «Che è un titolo attualissimo, siamo tutti sulla stessa barca – afferma oggi Nada – ma tutti i giorni che attraversiamo sono costellati di momento difficili: l’importante, allora, è combattere, restare in piedi e cercare di conoscersi. È vero, stiamo vivendo un momento difficile, ma ne verremo fuori». La musica che torna sui palchi d’Italia è senza dubbio un segnale di luce da archiviare alla voce “ripartenza”. Quello di Nada, giovedì 26 agosto (ore 21.30) sul palco del Cortomuso Festival all’ex Ippodromo Caprilli, sarà anche un ritorno nella sua Livorno, oltre che un concerto in cui l’artista si esibirà in duo accompagnata da Andrea Mucciarelli alla chitarra. Lo spettacolo del Nada Duo riprenderà il concerto del “Nada Trio” che sia nel 1994 che nel 2017 aveva visto la collaborazione di Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti, chitarra e contrabbasso degli Avion Travel. Nada riproporrà buona parte dei due lavori musicali insieme ai suoi grandi successi (la popolare “Ma che freddo fa”, “Amore disperato” e “Il cuore è uno zingaro”, ma anche classici della tradizione popolare come “Maremma” e “Malachianta”), le canzoni recenti di cui è anche autrice e l’immancabile omaggio al conterraneo Piero Ciampi. «C’è sempre una sua canzone nei miei concerti. Perché a Piero Ciampi sono legata, ci siamo conosciuti ed è bello ricordare chi ha fatto cose meravigliose».
La regista Costanza Quatriglio, invece, ha pensato di omaggiare lei nel film “La bambina che non voleva cantare”, ispirato al suo romanzo autobiografico “Il mio cuore umano”. Come valuta il successo dell’operazione?
«Sono contenta e spero che ai livornesi sia piaciuto. Perché è un viaggio nella memoria che mi riporta ai luoghi in cui sono cresciuta e che ho lasciato anche con dolore». Tornare a Livorno in concerto è anche un modo per dimostrare il suo attaccamento? «Sono felicissima di suonare nella città in cui sono cresciuta e, praticamente, nata. Ho tanti amici a Livorno ed è bello sapere che uno spazio rimasto fermo per anni come l’ippodromo torni a rivivere.
Spero che lo spettacolo trasmetta qualcosa al pubblico; a me piace suonare in duo perché c’è un certo senso di libertà». Il pubblico, invece, dovrà restare rigorosamente seduto per le misure anti-contagio… «Dobbiamo adeguarci e rispettare le regole, sperando che prima o poi questo momento passerà. Ma già fare qualcosa e tornare a suonare è importante». La pandemia ha interrotto anche i suoi nuovi progetti discografici: a quando sono rimandati?
«Andrò in Inghilterra a metà novembre, per registrare il nuovo album e lavorerò ancora con John Parish, produttore con cui ho già lavorato a due dischi in precedenza (“È un momento difficile, tesoro” del 2019 e “Tutto l’amore che mi manca”, uscito nel 2004 e premiato come miglior album indipendente di quell’anno, ndr). Spero di riuscire a pubblicarlo il prossimo anno».
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