Il Tirreno

una carriera lunga mezzo secolo 

Addio a 83 anni a Piera Degli Esposti stella del teatro amata da cinema e tv

Addio a 83 anni a Piera Degli Esposti stella del teatro amata da cinema e tv

L’attrice era malata da tempo e ricoverata a Roma Memorabili interpretazioni con tutti i più grandi registi

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ROMA. È morta ieri a Roma a 83 anni Piera Degli Esposti, grande attrice di teatro, cinema e tv. Era ricoverata all’ospedale Santo Spirito dal 1° giugno scorso.

L’artista, molto nota al grande pubblico per le sue tante apparizioni in film e fiction di successo, anche negli ultimi anni, si caratterizzava per la classe e l’ironia delle sue interpretazioni, oltre che per il grandissimo talento nelle parti anche classiche o drammatiche.

Gli inizi della sua carriera sono nel Teatro dei 101 diretto da Antonio Calenda, dove lavora con altri giovani attori che diverranno pilastri del teatro italiano come Nando Gazzolo e Gigi Proietti, e nel teatro d’avanguardia degli anni’60 dove le sono maestri Calenda, Aldo Trionfo, Giancarlo Cobelli, che la lanciano sia nel teatro classico che moderno, tra Shakespeare e Giraudoux, Gombrowicz e D’Annunzio. Nel 1966 avviene il suo esordio in tv con uno sceneggiato di grande successo, “Il conte di Montecristo” nell’adattamento di Edmo Fenoglio con protagonista Andrea Giordana. La sua carriera cinematografica inizia invece l’anno successivo con il film “Trio” per la regia di Gianfranco Mingozzi, a cui seguirà “Questi fantasmi” firmato da Renato Castellani.

La sua carriera decolla definitivamente tra il 1969 e il 1976 al Teatro Stabile dell’Aquila, lavorando con registi come Antonio Calenda ( “Operetta” di Witold Gombrowicz, nel 1969), Aldo Trionfo ( “Arden di Feversham” di anonimo elisabettiano, nel 1971) e Giancarlo Cobelli ( “La pazza di Chaillot” di Jean Giraudoux, nel 1972). Memorabile la sua interpretazione in “La figlia di Iorio” di Gabriele D’Annunzio, nel 1973, e poi in “Antonio e Cleopatra” di William Shakespeare, nel 1974.

Da lì in poi Piera Degli Esposti continua a recitare tra palco, set cinematografici e tv. Sul piccolo schermo raccoglie ancora un grandissimo successo con “Il circolo Pickwick” diretta da Ugo Gregoretti e con un cast che vedeva Tino Buazzelli, Wanda Osiris, Fraco Parenti, Mario Pisu. Al cinema torna con “Medea” diretto da Pier Paolo Pasolini, e poi con “Sotto il segno dello scorpione” dei fratelli Taviani. E ancora a teatro lavora con registi come Scaparro, Guicciardini, Sequi e Massimo Castri. Nel 1980 scrive insieme alla sua cara amica Dacia Maraini la storia intensa e per certi versi anche scandalosa della sua gioventù, nel romanzo di grande successo “Storia di Piera”, divenuto film tre anni dopo, per la regia di Marco Ferreri e la sceneggiatura della stessa Degli Esposti.

In seguito recita per Nanni Moretti, Lina Wertmuller, nel 1986 vince il Nastro d’argento per la sua interpretazione di Teresa in “La coda del diavolo” diretta da Giorgio Treves, al suo primo lavoro. Allo stesso tempo lavora assiduamente in teatro, sua più grande passione.

Anche nel decennio successivo Piera è spesso alla ribalta in lavori sempre più complessi e diversi fra loro. Nel 1996 recita nel film incentrato su Pasolini, “Nerolio” diretto da Aurelio Grimaldi. Nel 2001 interpreta “Ferreri I love you” e “L’ora di religione” di Marco Bellocchio, per il quale vince il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista.

Nei primi anni 2000 esordisce anche alla regia di opere liriche, distinguendosi anche in questo campo per l’originalità e la curiosità delle scelte e delle soluzioni stilistiche. Dirige “Lodoletta” di Pietro Mascagni, “La notte di un nevrastenico” di Nino Rota e “La voce umana” di Francis Poulenc.

Venendo a questi ultimi anni, una delle sue più grandi interpretazioni è quella offerta ne “Il divo” di Paolo Sorrentino, dove l’attrice bolognese interpreta Enea, la storica segretaria di Giulio Andreotti, ruolo che la porta in concorso al Festival di Cannes e che le fa guadagnare un altro David di Donatello.

Lungo tutta la sua cinquantennale carriera la sua preparazione tecnica non è mai messa in discussione, ma è il calore, il piacere dell’improvvisazione, la sensibilità nell’usare la voce con cadenze diverse, compresa la parlata nativa, a fare la differenza in tante sue interpretazioni. Complessivamente apparirà in una cinquantina di film, una ventina di sceneggiati tv e sarà protagonista a teatro per decenni.

Tantissimi i messaggi di ricordo da quello del ministro della Cultura Dario Franceschini, a quelli di tanti colleghi, fra i quali, Pino Strabioli, Paolo Sorrentino, Dacia Maraini, Marco Bellocchio, la Biennale di Venezia. La Rai le dedica anche oggi una programmazione speciale.

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di Redazione web