Il Tirreno

La battaglia di Regoli «La pittura classica deve essere salvata»

Stefano Bramanti
La battaglia di Regoli «La pittura classica deve essere salvata»

L’artista elbano ha presentato il suo ultimo libro Un j’accuse contro le produzioni del Novecento 

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Stefano Bramanti

PORTOFERRAIO. "5000 km per vedere un orecchio. La Morte della Grande Pittura", è un saggio di Luciano Regoli che è stato ripresentato ieri pomeriggio alle 19 alla biblioteca "Maredilibri" di Piazza della Repubblica, con annesso aperitivo finale, attuato in collaborazione con la Trattoria la Barca delle Matte.

Un modo di tener vivo il tema della "morte" della pittura classica italiana. E abbiamo sentito Regoli, uno dei massimi esponenti di tale corrente pittorica, umbro ma adottato dall'isola da lustri, che in questi ultimi anni ha fatto due significative donazioni: una alla città di Portoferraio, con la maxi tela sullo sbarco di Napoleone sull'isola, posta nella Pinacoteca Foresiana al Centro culturale De Laugier e un altro grande quadro lo ha offerto a Papa Francesco, la "Svestizione del Papa". «Un saggio che ho scritto qualche anno fa sotto l'egida dell'Unesco, in quanto fu ritenuto opportuno trattare questo argomento scottante. In pratica è un mio un j'accuse al Novecento protagonista dell'invasione americana dell'arte astratta, che ha ucciso la pittura classica italiana ed europea forte di 500 anni di grandi realizzazioni apprezzate in tutto il mondo. Il mio libro è una carrellata sulle opere celebri e vuol dimostrare cosa è stata la grande arte figurativa italiana e quindi faccio un forte appello che spero sia accolto in qualche maniera». All’incontro di ieri ha partecipato Angelo Airò Farulla, poeta e scrittore, che realizzò una pubblicazione sul compianto Gino Gonni, ed ha dialogato con l'autore presentando così il libro di Regoli. È emersa pure la biografia di un artista che ha instancabilmente tratto la propria opera dalla vita, un testo scritto sotto forma di libera conversazione, nella quale la voce di Regoli si sovrappone e quasi si confonde con quella del Mancini, del Corot, del Delacroix.

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