Il Tirreno

Scompare il maestro Gianluigi Gelmetti

Scompare il maestro Gianluigi Gelmetti

Ha eseguito Verdi, Puccini, Rossini in tutti i più importanti teatri del mondo: Scala Covent Garden, Opera di Parigi, Madrid

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montecarlo. Nel 2018, per inaugurare la stagione del teatro Bellini di Catania, Gianluigi Gelmetti sceglie La Rondine di Puccini, l’opera forse più bistrattata del Maestro lucchese. Non si limita a dirigerla: ne cura anche la regia. Ed è un successo. Perché Gelmetti, scomparso ieri a 75 anni a Montecarlo di Monaco, era un artista così: poliedrico, curioso, affamato di esperienza. Per questo è conosciuto nel mondo non solo come uno dei migliori direttori d’orchestra – la rivista Opernwelt l’ha pure nominato “Miglior Direttore dell’anno – ma è anche noto come uno dei maestri con il più vasto repertorio, sia lirico che sinfonico.

Ha diretto veramente tanto e di autori diversi in ambito lirico: oltre a Puccini, Rossini (il festival di Pesaro in corso gli ha appena dedicato l’edizione attuale), Verdi, Donizetti, Bellini, Wagner, Zandonai, Leoncavallo, Mascagni, di cui si ricorda, fra l’altro, un’Iris del 1996 a Roma, con il compianto soprano Daniela Dessì. Ma questa è stata un’evoluzione naturale di una carriera iniziata prestissimo: la prima direzione a 16 anni, come allievo del direttore romeno come allievo di Sergiu Celibidache. Poi si perfezione in Toscana, con Franco Ferrara, all’Accademia Chigiana di Siena (dove insegnerà quasi per 20 anni) e poi con Hans Swarowsky a Vienna. Le premesse per il successo internazionale che lo vedranno dirigere nei teatri di tutto il mondo, dalla Scala al Royal Opera House Covent Garden, dall’Opera national de Paris al Teatro Real di Madrid, e ancora Filarmonica di Berlino, Monaco di Baviera, Vienna e San Pietroburgo. È stato direttore Musicale al Teatro dell'Opera di Roma per dieci anni – che ieri ha dato l’annuncio della sua morte – dopo averne trascorsi nove all’Orchestra Sinfonica di Radio Stoccarda, quindi alla Sydney Symphony Orchestra.

Nel 2012 gli viene affidata la responsabilità dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo di cui resterà Direttore musicale e artistico fino alla fine del 2016, ricevendo il titolo di “Chef Honoraire” a vita e la nazionalità monegasca. Ha anche svolto il ruolo di regista in numerosi spettacoli, da Rossini a Giuseppe Verdi e da Mozart a Wagner. Rilevante anche l’attività di compositore.

Numerosi i premi ricevuti, tra cui il Rossini d’Oro, il Premio Verdi, il Premio della critica giapponese per la direzione della Nona Sinfonia di Beethoven, Libro d’Oro del Festival Beethoven di Bonn, Prix de la Critique, Diapason d'Or per il suo CD su Alban Berg. Cordoglio espresso dal ministro della cultura, Dario Franceschini: «Il mondo della musica piange Gelmetti...Il suo talento lo ha portato a dirigere in tutto il mondo, tenendo alto il nome del nostro Paese».



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