Il Tirreno

Gesso e smalto rosso: sono le mani di sangue. Così Livorno mette in mostra i femminicidi

Luca Barbieri
Gesso e smalto rosso: sono le mani di sangue. Così Livorno mette in mostra i femminicidi

L’installazione di arte contemporanea fino a novembre nei locali del caratteristico quartiere della Venezia 

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“Un, due, tre stelle”. Nessun gioco per bambini ed è per questo che il numero tre nel titolo è barrato, cancellato. «Ogni tre giorni si registra un femminicidio. Una stella in meno», spiegano gli ideatori del progetto artistico che riporta l’attenzione sulla violenza contro le donne. Perciò nel sottotitolo ribadiscono che «le nostre vite non sono un gioco». Così declinano l’idea in dieci “composizioni”, opere d’arte contemporanea: calchi in gesso, repliche di mani di donne (amiche e parenti dell’artista), cosparse di uno smalto rosso, il sangue della violenza.

Le mani insanguinate stringono oggetti di uso quotidiano: la penna, per identificare la scrittrice; il mestolo per la cuoca, la tazzina di caffè per la barista, il mouse per l’impiegata, l’artista con i colori, l’infermiera con la siringa e via così tutte le altre. Dieci mani, con vicino un nome di fantasia (Cristina, Debora, Matilde e le altre). E per “Effetto Venezia”, manifestazione-evento dell’estate livornese, le opere sono state esposte nelle vetrine di dieci locali del quartiere della “Venezia”, appunto, con il nome mutuato dai canali che scorrono all’interno del quadrilatero. Sono i fossi nei quali nel 2020, gli stessi artisti avevano messo la firma su altre installazioni: tredici mani in sughero pronte a spuntare in superficie quasi a chiedere aiuto. In quel caso l’installazione rimandava ai naufragi dei migranti nel Mediterraneo.

A distanza di un anno, le mani “insanguinate”adottano la solita modalità per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sui femminicidi. «Sarebbero stati trenta locali disposti a ospitare le opere, però sarebbe stato difficile fare così tante composizioni; la location è stata scelta per raggiungere tante persone, visto l’evento. Cerchiamo di sensibilizzare sul tema: parlano in molti di violenza di genere, così come dei migranti, ma poi si fa poco in realtà. L’impatto visivo aiuta di più a “svegliarci”» fa notare l’artista che ha realizzato le opere. Nessun nome: né lui, né gli altri della squadra tutta livornese che ha ideato i due progetti a forte impatto sociale. I nomi oscurerebbero le idee e i concetti, ripetono. Quelle idee che trovano spazio invece nel manifesto della loro iniziativa. «Mani di donne. Mani operose. Mani sempre indaffarate. Mani che non si fermano anche quando sono stanche. Mani che “fanno andare avanti il mondo”», scrivono. Se si “abbassassero” «il mondo crollerebbe», avvertono. «Insieme alle ataviche invisibilità e sottovalutazione del lavoro femminile, domestico ed extra domestico, anche “molto altro” resta ancora troppo poco visibile, troppo sottovalutato: e questo “altro” è una realtà – talora episodica, ma molto più spesso quotidiana – fatta di prevaricazioni, soprusi, molestie, ricatti, violenze», specificano. «Troppe donne trovano la morte per mano di un uomo. Un uomo che spesso ha le chiavi di casa: è il convivente, o l’ex convivente, il fidanzato o l’ex fidanzato, il marito o l’ex marito. Le statistiche parlano di una donna uccisa ogni tre giorni. Sono le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, le nostre compagne di scuola, le nostre amiche, le nostre parenti. Donne uccise per mano di un uomo. Mani che minacciano, mani che zittiscono, mani che tolgono le chiavi, mani che schiaffeggiano, che stringono intorno a un collo, che impugnano armi». E – ribadiscono – «se uccide, non è amore».

Ora il gruppo confida che le dieci mani possano essere ospitate nel centro donna del Comune di Livorno, magari il 25 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Nel frattempo ci sarà un’esposizione collettiva in uno dei locali aderenti al progetto. Per non lasciare calare il silenzio su quei numeri. E sul sangue.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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