Il dolore
Sardelli dirige un Vivaldi “enigmatico”
Barga. Risuona buona musica anche stasera alle 21, in piazzale del Fosso al Festival Opera Barga. Propone, infatti, la prima esecuzione assoluta de “La Ninfa e il Pastore” (Serenata a tre) di Antonio Vivaldi diretta da un musicista raffinato, toscano, di fama nazionale: Federico Maria Sardelli alla guida della sua orchestra Modo Antiquo, con i soprani Elisabeth Breuer e Silvia Tedla e il tenore Alessio Tosi.
Secondo quanto spiega lo stesso Sardelli la “ Serenata RV 690” «l’opera più enigmatica di Vivaldi».Ma cos’era una serenata, al tempo di Vivaldi? La risposta è necessaria per godersi appieno la musica, stasera: «Etimologicamente – precisa Sardelli – la serenata era una musica da eseguirsi una volta calata la sera, all’aperto. Serenate erano le canzoni o i madrigali intonati dall’innamorato sotto le finestre dell’amata, accompagnandosi con strumenti perlopiù a pizzico; ma nelle corti di antico regime la serenata divenne, fra Seicento e Settecento, un genere di opera tascabile, un dramma di argomento pastorale, arcadico o eroico da eseguirsi al chiaro della luna presso giardini e cortili di dimore aristocratiche, in occasione di matrimoni, compleanni e onomastici. Dunque una rappresentazione teatrale fuori dal teatro, di ridotte dimensioni, con meno personaggi e di solito suddivisa in due parti, anziché nei normali tre atti». RV 690 – ancora di committente, data e luogo di esecuzione sconosciuti – narra «sotto le innocenti spoglie dell’intreccio pastorale (schermaglie amorose delle due ninfe Eurilla e Nice e del pastore Alcindo) terribili avvenimenti reali: la persecuzione dell’abate giansenista Jean de Tourreil», vittima dell’Inquisizione.
Info e prenotazioni : 0583 711068 o operabarga@gmail.com - www.operabarga.it
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