Il dolore
L’arte svela l’anima della polis: a Lucca in mostra anche i ritratti dei Beatles firmati da Richard Avedon
L'esposizione allestita nella sede della Fondazione Ragghianti si chiama “Pianeta città”: XX e XXI secolo rappresentati anche da quadri, libri rari e filmati
LUCCA. Quadri, disegni, volantini, riviste, dischi, fotografie, giocattoli, modellini, filmati e poster, tra cui i ritratti psichedelici dei Beatles a firma di Richard Avedon. E tantissimi libri, come rare edizioni originali di Wright e Le Corbusier, padri dell’architettura moderna, e altre preziose pubblicazioni illustrate, tra gli altri, da Kandinskij e Mondrian, maestri dell’astrattismo. In totale oltre cinquecento pezzi nella mostra “Pianeta città. Arte, cinema, design nella collezione Rota 1900-2021” in corso fino al 24 ottobre nella sede della Fondazione Ragghianti, in via San Micheletto a Lucca, fino al 31 agosto aperta anche di sera.
È una delle iniziative pensate dalla Fondazione per festeggiare i suoi quarant’anni: nacque infatti nel 1981 come Centro studi per volere del grande critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti e di sua moglie Licia Collobi che donarono la loro biblioteca, fototeca e archivio. Insolita e interdisciplinare, colta e popolare, “Pianeta città” racconta il Novecento e il primo ventennio del nuovo millennio attraverso la visione della città, la sua rappresentazione nelle arti e nel cinema e l’evoluzione del libro, consentendo esplorazioni affascinanti e curiose scoperte tra storia dell'arte, cinema, geografia, architettura e urbanistica. A offrire un ampio materiale d’indagine e di riflessione è la ricca collezione dell'architetto milanese Italo Rota, uno dei progettisti più importanti del nostro tempo. Oltre ad aver ideato, tra gli altri, il nuovo museo d’arte moderna al Centro Pompidou di Parigi, le luci della cattedrale di Notre Dame, sempre nella capitale francese, il museo del Novecento a Milano e la sede della Columbia University a New York, l’architetto è un appassionato collezionista di testimonianze visive della cultura del XX e XXI secolo. Con il filosofo Aldo Colonetti, professore di fama al Politecnico di Milano (facoltà di design) lo stesso Rota è curatore della mostra, nata da un’idea di Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti. Che la spiega così: «Da una parte viene ripercorso lo sviluppo dell’idea di città, da quella immaginata da Antonio Sant’Elia negli anni Dieci del 1900 fino all’architettura attuale della megalopoli.
Dall’altra si analizza come sia mutato il nostro modo di trasmettere la conoscenza, fino alle evoluzioni contemporanee e al cambiamento del nostro modo di pensare, con lo sviluppo di una modalità di ragionamento ipertestuale e intertestuale, ma con la permanenza del libro, rivelatosi ancora attuale e vivo nella sua dialettica tra la carta stampata e il digitale». È un viaggio che copre un arco di 120 anni in dieci sezioni: l’alba della contemporaneità; l’utopia dell’avanguardia e la città nuova; l’orrore del nazismo; maestri dell’architettura; visioni fantascientifiche; il socialismo reale; gli anni del boom; immaginare il futuro; abitare alla scandinava; nuove prospettive. «Un viaggio dentro le cose – dice Colonetti – sospeso tra testimonianze alte e la cronaca, che viene dal basso. Al centro sta la città come esperienza fisica, nella quale ognuno è abitante e protagonista del cambiamento. “Pianeta città” è un percorso, fisico e mentale, dove ciascuno trova un pezzo della propria storia, senza dimenticare che, come scriveva il poeta greco Alceo, “le città sono gli uomini”». Del resto, sottolinea Bolpagni, lo scopo della mostra è creare un’occasione per ragionare sulla città, sui cambiamenti che stiamo sperimentando e che ci attendono in un avvenire non lontano. A completare l’esposizione un documentario di Eleonora Mastropiero, che racconta la collezione di Rota dalla sua prospettiva personale: migliaia di pezzi – lui li chiama l’accumulo – in cui si alternano popolare e colto e che usa come strumenti di ricerca, icone e promemoria per il suo lavoro culturale e creativo. Fino al 31 agosto la mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 16,30 alle 22,30. Dal 1° settembre al 24 ottobre stessi giorni, ma apertura dalle 11 alle 19. Biglietto d’ingresso 7 euro; gratis fino a 6 anni.
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