Il Tirreno

Antonella Boralevi presenta a Mardilibri “Tutto il sole che c’è”

Cristina Bulgheri
Antonella Boralevi presenta a Mardilibri “Tutto il sole che c’è”

Saga familiare ambientata in Toscana dal 1940 al 1951 che intreccia destini, passioni e sentimenti di quegli anni

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Cristina Bulgheri

PORTOFERRAIO. Nella settimana ferragostana, clou della stagione estiva 2021, a far ulteriormente risplendere il sole isolano arriva, a sorpresa, Antonella Boralevi, e ci mette – ed è proprio il caso di dirlo - “Tutto il sole che c’è”. Ma proprio tutto. Ed è il sole della Toscana, della sua terra, delle colline fiorentine ai confini con Pisa e Viareggio, dove la scrittrice, opinionista, giornalista ha ambientato il suo ultimo romanzo dal titolo, appunto, “Tutto il sole che c’è”, edito da La Nave di Teseo che ha al suo attivo già sei edizioni con un totale di 25mila copie vendute a oggi, a soli tre mesi dall’uscita sul mercato.

Una saga familiare, ambientata in Toscana, negli anni Quaranta, in pieno regime fascista, nel vortice della guerra: un tempo particolare che scorre in controluce e nel quale si muove la famiglia del conte Valiani, podestà, primario di chirurgia all’ospedale di San Miniato al Tedesco (dove vive con la sua consorte e le bambine), colonnello degli Alpini, dal fascino irresistibile. In primo piano le sue due figlie: Ottavia, la maggiore, carattere solare e vincente, quella a cui riesce tutto (è lei per l’autrice “Tutto il sole che c’è”), esattamente l’opposto della sorella minore, Verdiana, più timida, più bruttina, invidiosa, che nel corso della storia metterà a punto anche una sua personale vendetta.

A raccontare l’intrigo di vite, di passioni, di emozioni che sostengono il romanzo, con la loquela, l’entusiasmo, la capacità di condurre ascoltatori e lettori dentro le sue storie, sarà proprio la scrittrice-giornalista, in vacanza all’isola d’Elba che, a sorpresa, con un fuori programma, oggi alle 19 salirà sul palco della rassegna elbana “Libri in clessidra” - curata dalla libreria Mardilibri di Portoferraio, diretta da Silvia Bolano – per raccontare al pubblico di residenti e turisti, la storia della famiglia Valiani e, attraverso essa, la storia dell’Italia lungo un arco di tempo lungo dieci anni: dal 10 giugno 1940, anno dell’ingresso dell’Italia in guerra, al 1951.

Fatti ed eventi che Antonella Boralevi è andata a ricercare negli archivi, nei documenti, nei libri di storia, nelle biografie, per ricomporli e dar vita così allo scenario entro cui si muovono tutti quei personaggi che un pomeriggio di qualche anno fa, mentre era seduta in giardino all’ombra di un albero secolare a causa di una caviglia rotta, pirandellianamente le si sono avvicinati ponendole una richiesta pressante: avere una vita letteraria. E così è accaduto. Ne è nato un racconto teatrale in cui, oltre ai protagonisti, si avvicendano personaggi e caratteri più disparati - fascisti, partigiani, mezzadri, sciantose, sfollati, ciabattini, nobili – in un affresco di destini e sentimenti che non è altro che la riproduzione della vita stessa.

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