Il Tirreno

Il caso Moro, i brigatisti e la prima Repubblica nel nuovo libro di Veltroni

ELENA TORRE
Il caso Moro, i brigatisti e la prima Repubblica nel nuovo libro di Veltroni

STASERA alla versiliana, iNTERVISTA CON IL DIRETTORE DEL TIRRENO 

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ELENA TORRE

Questo pomeriggio alle 18,30, nello Spazio Caffè di Romano Battaglia della Versiliana a Marina di Pietrasanta, sarà ospite Walter Veltroni, politico, giornalista, scrittore e regista. Sarà intervistato dal direttore del Tirreno Stefano Tamburini, dopo l’introduzione di David De Filippi.

Il titolo dell’incontro “Il caso Moro e la Prima Repubblica” è anche quello dell’ultimo saggio di Walter Veltroni che torna in libreria con Solferino.

«Quell’automobile traforata di colpi, quei giornali sparsi sul sedile posteriore, quel corpo coperto da un lenzuolo, quel rivolo di sangue che attraversa l’asfalto di via Fani. Immagini, impresse nella nostra memoria, che scandiscono un passaggio d’epoca».

Con questa immagine ferma nella memoria di chi ha vissuto quei difficili anni si apre il libro che pagina dopo pagina accompagna il lettore tra le maglie della nostra storia recente, cercando di ricostruire momenti complessi e dolorosi del nostro Paese, in un arco temporale che parte proprio dal delitto Moro che, come si legge nella presentazione del libro, «mette fine al disegno politico più ambizioso del secondo dopoguerra e apre una crisi che non si è mai chiusa».

Veltroni racconta dell’alleanza tra la Dc di Zaccagnini e il Pci di Berlinguer, ripercorre gli anni di piombo, gli attentati, le sfide elettorali, le riforme mai attuate. Sfilano nuovamente davanti ai nostri occhi i volti di Bettino Craxi, Giulio Andreotti; di Giovanni Leone e Francesco Cossiga, torna l’ombra di Gladio, il fantasma della P2, le inchieste giudiziarie che portarono a Tangentopoli.

In questo saggio la storia si mescola ai ricordi dell’autore e di chi ne fu testimone o protagonista leggiamo infatti le parole di Virginio Rognoni, Claudio Martelli, Emma Bonino, Beppe Pisanu, Claudio Signorile, Rino Formica, Aldo Tortorella, Achille Occhetto, Mario Segni.

E ancora un’intervista interessante a Prospero Gallinari, brigatista che fu il carceriere di Aldo Moro. Un viaggio difficile in un passato che ancora oggi mantiene coni d’ombra nonostante il dipanarsi chiaro dei fatti che Veltroni ci fa rivivere attraverso immagini nitide come se stessimo guardando un film; siamo nel medesimo tempo lettori, spettatori, testimoni e protagonisti di una storia che ci appartiene che appare già lontana pur essendo appena trascorsa.

E alla luce del presente, con la memoria più salda e una distanza che forse riesce a donarci più nitidezza prendiamo atto di ciò che è accaduto e di quelle che sono state le vicende e le dinamiche che ci hanno condotti all’oggi e che ancora pesano.

Degne di nota anche le inedite visioni e interpretazioni politiche che vengono fornite che una volta in più svelano le tracce di un disegno infranto che possiamo ancora oggi intravvedere nelle trame del nostro Paese.

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