La manifestazione
«Io e Bud, il mio papà gigante»
L’amatissimo attore di tanti film d’azione visto con gli occhi della figlia Cristiana Pedersoli domani a Cecina per il festival #Raccontandoci
Elena Torre
Ospite della nuova edizione di #Raccontandoci Festival domani in piazza Guerrazzi a Cecina ci sarà Cristiana Pedersoli, figlia di Carlo, l’indimenticabile Bud Spencer, scomparso cinque anni fa. Cristiana racconterà di suo padre e del libro che gli ha dedicato “Bud. Un gigante per papà”.
Cristiana, quando si è figlie di una leggenda del cinema, come lo si vive?
«Fino a che sono stata un po’ più giovane per me era normale, era mio padre, era il suo lavoro, non ci trovavo nulla di strano né di particolare, ora è una grande responsabilità soprattutto per il riscontro d’affetto talmente grande e bello. Anche per questo ogni qual volta c’è un incontro, un evento dedicato a lui vado sempre, è un grande piacere anche perché ritrovo tanta della sua bella energia».
Cosa ha imparato di lui grazie a ciò che gli altri le hanno trasmesso?
«La gente ha capito realmente chi fosse, la sua purezza, che ha anche Terence, due uomini rimasti un po’ bambini che hanno conservato quella parte migliore, non influenzati dalle brutte cose, sono rimasti così genuini, erano e sono delle belle persone, sono riusciti trasmettere il cuore bambino che è in ognuno di noi anche attraverso la genuinità, l’ingenuità dei personaggi che hanno interpretato».
Bud Spencer piace a tutti, grandi e piccini...
«Sono sicuramente stati molto bravi sia i registi che gli sceneggiatori che hanno sempre mantenuto quei valori, quei principi dall’inizio alla fine dei loro film, quindi era piacevole per le famiglie ritrovarsi a vedere i loro film. Nei loro film, mio padre e Terence partono sempre come dei balordi pessimi, poi il percorso diventa sempre più bello e positivo, i ladri diventano benefattori, i cattivi diventano buoni: sono messaggi positivi che non si possono sempre trovare».
C’è un film a cui è più legata?
«Come figlia sono legatissima a quelli di Piedone perché per me rappresentano papà completamente, lo vedo per come lui era, recita con la sua voce, c’è tutta la sua napoletanità, la difesa dei più deboli e tante cose che me lo rappresentano. Poi anche “Più forte ragazzi” i vari “Trinità” che ho avuto modo di rivedere con altri occhi e apprezzarli perché c’è sempre una poesia in questi film che prima non avevo captato».
Bud Spencer è amato in tutto il mondo: a Berlino un museo a Budapest una statua...
«A Berlino hanno aperto un museo a lui dedicato dove ci sono due statue una all’interno fatta in silicone, impressionante la somiglianza, e una fuori più caricaturale. È un museo che durerà un anno, molto emozionante, i tedeschi ne hanno fatto un idolo. A Budapest sono stati i primi a mettere una statua nel centro della città, anche loro fan accaniti di mio padre».
Mentre a Livorno una statua che era stata messa poi è stata tolta.
«Una triste storia. A Livorno aveva girato due film, “Bulldozer” e “Bomber” e carinamente i livornesi avevano voluto fare questo omaggio, poi ci sono state delle diatribe politiche, un sindaco aveva messo la statua poi il sindaco che è subentrato l’ha tolta, tristi vicende che non ci hanno fatto piacere, peccato perché era diventata una meta di tanti fan che andavano a vederla anche perché era la prima e l’unica che c’era in Italia, ma poi non se ne è saputo più niente. Peccato».
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