Sicurezza
“Patrizio vs Oliva”, il lato più intimo del mito della boxe
Venerdì al Porticciolo di Marina lo spettacolo con protagonista il campione del passato
Sara Chiarei
PIOMBINO. A volte lo sport, come la musica, può salvare una persona da un destino che altrimenti sarebbe segnato. Patrizio Oliva è uno dei più grandi campioni della boxe italiana, nasce a Napoli nel quartiere di Poggioreale, perde prematuramente il fratello maggiore Mario e deve fare i conti con un padre violento.
Parallelamente già all’età di otto anni si innamora del gesto atletico di tirare al sacco inaugurando una escalation di successi che di lì a breve lo avrebbero portato sul podio del mondo: dai titoli italiani a quelli europei, dall’oro olimpico al titolo mondiale. Prendere a pugni l’avversario come la vita, imparare a difendersi dai colpi bassi e dalle ferite inferte sono temi che Patrizio, a metà tra uomo e semidio, ha messo nero su bianco nel libro autobiografico scritto insieme a suo nipote “Sparviero - La mia storia” di cui lo spettacolo che presenterà venerdì a Piombino, Porticciolo di Marina, è la trasposizione teatrale. Sul palco Patrizio insieme a Rossella Pugliese.
Sin da piccolo aveva già chiaro cosa voleva diventare?
«Sapevo che volevo diventare un professionista. Sapevo che era il solo modo per cambiare il mio destino già segnato, sono sfuggito alla criminalità».
Di tutti i premi conquistati ce n’è uno che le è particolarmente caro?
« La Coppa Val Barker che vinsi come miglior pugili di tutte le categorie delle Olimpiadi cui partecipai, un trofeo che mi ha fatto entrare nella storia della boxe italiana».
Anche la scelta della scenografia è particolare…
«C’è una sauna che si è rivelata un punto fondamentale della mia carriera, e poi c’è un tempio greco. Essendo appassionato di letteratura greca abbiamo voluto omaggiare la sacralità del teatro di Dioniso e la sacralità dello sport».
Perché la sauna?
«Il pugile deve rispettare rigidamente il peso della propria categoria, è consentito perdere un kg ma non prenderlo. Alle Olimpiadi non era chiaro se il prepeso fosse già considerato ufficiale per poter gareggiare, anzi mi dicevano di no. Così la mattina feci regolarmente colazione e mentre mi stavo allenando mi chiesero di andarmi a pesare, purtroppo superavo di un kg i 63,5 kg previsti e trovandomi in una palestra fredda non riuscivo a sudare, poi ci ricordammo di una sauna lì vicino. Vi entrai con la tuta di lana, fu tremendo. Ma tornato sulla bilancia ero sceso al peso richiesto».
Ha mai fatto a pugni con se stesso?
«Io sono un battagliero ma non faccio a pugni con me stesso perché rispetto le mie scelte. Anche quando ho sbagliato non mi sono mai pentito».
Cosa rappresenta “Patrizio vs Oliva”?
«Mi occupo molto di sociale. A Napoli ho una palestra dove faccio fare sport ai bambini che non possono permetterselo e questo spettacolo altro non è che un grandissimo messaggio per i giovani». —
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