Il Tirreno

l'intervista

“Tutto bene? Mah” Show tutto da ridere con Max Giusti

Sara Chiarei
Un primo piano di Max Giusti
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Un primo piano di Max Giusti

Giovedì sera al piazzale di Alaggio di Piombino lo spettacolo creato insieme a Giuliano Rinaldi

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PIOMBINO. Un entusiasta della vita (una sola, dice lui, non gli basta) e del proprio lavoro per il quale riesce ad essere attore, cabarettista, conduttore tv e radio, imitatore, doppiatore e commediografo. E tutto contemporaneamente e con meritato successo. Max Giusti è il mattatore del fortunato “programma dei pacchi” di Rai 1 (Affari Tuoi) ma è anche la voce di Gru nella saga “Cattivissimo me”, Il conduttore di “Boss in incognito” e molto, molto altro ancora.

Ad esempio è anche l’autore, insieme a Giuliano Rinaldi, di “Tutto bene” spettacolo dal divertimento assicurato uscito due anni fa, poco prima della pandemia, con cui questa estate sta attraversando lo stivale italiano e che giovedì 5 agosto lo porterà a Piombino, Porticciolo di Marina, per “Altrascena Festival”, all’interno del cartellone “20 Eventi”.

Va proprio tutto bene?

«Diciamo un po’ meglio. Lo spettacolo nasce prima del Covid come “Va tutto bene!” ma in occasione della tournée estiva, il titolo nel frattempo è diventato “Tutto bene? Mah”».

Che tipo di spettacolo è?

«È in assoluto il più bello che ho messo su. Due ore in cui ridi dal primo all’ultimo minuto, ci sono le imitazioni, c’è la musica e ci sono le riflessioni su come siamo cambiati dopo questo anno e mezzo, ma non c’è la pandemia, non ne parlo mai. Cercherò piuttosto di raccontare come durante il lockdown ho imparato a fare shopping online, di quanto sono diventato un fan della De Filippi (soprattutto di “Uomini e donne”) e del fatto che restando a casa ho capito che i miei figli ascoltano la trap. Infatti mi cimenterò in un parallelo tra le musiche che si suonavano alle festicciole nel 1981 e quelle che vanno per la maggiore oggi, una sorta di scontro generazionale».

Che ne pensi della Toscana?

«Sono felice di fare tappa in questa regione che amo moltissimo ma che sto imparando a conoscere da poco, in 30 anni di carriera ho lavorato poco in Toscana tanto che quest’anno ho fortemente voluto che vi fossero inserite più date del tour».

Come è stato tornare sul palco dopo la pausa dovuta al Covid?

«Ho scoperto che noi che facciamo questo mestiere senza il pubblico non esistiamo, è la cartina di tornasole di ciò che diciamo o facciamo. A maggio, alla fine del primo spettacolo dopo la riapertura (mi trovavo a Forlì) il pubblico ha tributato un applauso interminabile, da record, per dimostrare il proprio apprezzamento ma anche in segno di liberazione. Abbiamo fatto enormi sacrifici (altri ancora ci attendono) e ora in modo prudente è giusto tornare a vivere».

Il pubblico di Piombino verrà coinvolto?

«Ormai ho completamente abbattuto la quarta parete, perciò il pubblico è parte integrante del mio spettacolo. Arrivate preparati! ». —

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