Il dolore
Ecco il “Paradiso” di Simone Cristicchi che celebra Dante
Lo spettacolo domani, mercoledì 4, alla Fortezza Santa Barbara. L’attore sarà accompagnato dall’Orchestra Oida
Arriva a Pistoia, domani sera con inizio alle 21,15 alla Fortezza Santa Barbara, nella programmazione di Spazi aperti dell’Associazione Teatrale Pistoiese, il nuovo lavoro di Simone Cristicchi, fresco di debutto: Paradiso. Dalle tenebre alla luce, prodotto, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, dai Centri di Produzione Teatrale Elsinor e Accademia Perduta/Romagna Teatri, insieme ad Arca Azzurra e Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato.
Cristicchi, attore, musicista, scrittore eclettico, con questa opera, affronta il poema dantesco con il suo originale, poetico punto di vista. L’artista, che ha scritto il lavoro in collaborazione con Manfredi Rutelli ed è co-autore, con Valter Sivilotti, delle musiche originali, oltre a firmare canzoni e regia, sarà accompagnato da 22 elementi dell’Orchestra Oida di Arezzo.
Lo spettacolo è patrocinato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.
A partire dalla cantica dantesca, Simone Cristicchi scrive e interpreta Paradiso. Dalle tenebre alla luce, opera teatrale per voce e orchestra sinfonica, racconto di un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso le voci potenti dei mistici di ogni tempo, i cui insegnamenti, come fiume sotterraneo, attraversano i secoli per arrivare con l’attualità del loro messaggio, fino a noi.
In ogni uomo abita una nostalgia dell’infinito, un senso di separazione, un desiderio di completezza che lo spinge a cercare un senso alla propria esistenza. Il compito dell’essere umano è dare alla luce se stesso, cercando dentro all’Inferno - che molto spesso è da lui edificato - barlumi di Paradiso: nel respiro leggero della poesia, nella magnificenza dell’arte, nelle scoperte della scienza, nel sapientissimo libro della Natura.
La tensione verso il Paradiso è metafora dell’evoluzione umana, slancio vitale verso vette più alte, spesso inaccessibili: elevazione ed evoluzione.
Il viaggio di Dante dall’Inferno al Paradiso è un cammino iniziatico, dove la poesia diventa strumento di trasformazione da materia a puro spirito, e l’incontro con l’immagine di Dio è rivelazione di un messaggio universale, che attraversa il tempo e lo vince.
«La nostra vita è un grande mistero, che un giorno ci sarà rivelato - dice Cristicchi - Questo sembra dirci Dante Alighieri, con la forza immutata delle sue parole, ancora oggi a distanza di settecento anni. In questo mistero mi sono calato, cercando di raccontare - tra monologhi e canzoni - l’inconsueto e rendere testimonianza di ciò che di “misterioso” è accaduto nella mia vita. La parola - nella sua nudità e potenza - è al centro dell’intero spettacolo, e affronta tutte le declinazioni possibili: parola recitata, parola narrata, parola cantata». —
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