Italia
L’Elba “scoperta” da Giuseppe Pisani e Raffaello Foresi
Geologia, cultura e storia nell’incontro di oggi con Ilaria Monti e Beppe Massimo Battaglini
Stefano Bramanti
Campo nell’Elba. «Un appuntamento da non perdere, per conoscere meglio, amare e difendere le bellezze della Terra e di questo piccolo Scoglio dove viviamo: l’Elba». Lo afferma Giuseppe Tanelli, docente universitario di geologia e primo presidente del Parco, che annuncia, per il Circolo culturale Le Macinelle, l’incontro “Giuseppe Pisani e Raffaello Foresi, due grandi Elbani da scoprire” in programma stasera alle 21, 30 in piazza della Chiesa a San Piero con la collaborazione della Pro loco di Campo nell’Elba e il patrocinio dell’amministrazione comunale.
«Questa sera – dice il professore introducendo il tema – due scrittori e storici di livello, quali Ilaria Monti e Beppe Massimo Battaglini, parleranno di Giuseppe Pisani e Raffaello Foresi, due elbani che nell’Ottocento scoprirono e lanciarono una delle bellezze dell’Elba, diventata poi famosa nel mondo, i minerali pegmatitici del Monte Capanne. Come si formarono? È una storia iniziata attorno a 14 milioni di anni fa, a Sisco in Corsica, a nord di Bastia. Scosse telluriche e profondi boati nelle ere antiche, in quei luoghi provocarono lave, ceneri e lapilli, fuoriuscire e ricoprirono il territorio. Altri fenomeni: terremoti e magmatismo, migrando, 7– 8 milioni di anni fa, giunsero alla Capraia e al Monte Capanne dell’Elba».
Con altre vicende geologiche isolane, la massa magmatica intrappolata all’interno della crosta terrestre, lentamente andò raffreddandosi e vari elementi chimici formarono i minerali come l’ortoclasio, il quarzo e la mica che oggi ritroviamo nelle rocce granitiche degli scogli di Sant’Andrea e Pomonte, nelle coti di San Piero e Sant’Ilario, fino alla cima del Capanne. Altri elementi finirono nei fluidi acquosi residuali della cristallizzazione magmatica; erano detti pegmatitici-pneumatolitici, e riempirono le fratture della massa granitica e iniziarono a formarsi stupendi cristalli di tormaline policrome, acquamarina, albite, pollucite, topazio.
«E si arrivò – conclude Tanelli – così ai minerali dei filoni pegmatitici che tagliano il granito nelle zone meridionali del Monte Capanne, a Grotta d’Oggi, Fonte del Prete, Facciatoia, Le Solane. Erano passati una decina di milioni di anni dalle eruzioni vulcaniche sconquassanti le terre di Sisco in Corsica. Cenni sintetici, e si arrivo col passare dei secoli al 1808, quando nacque a San Piero, Giuseppe Pisani. Dodici anni dopo a Portoferraio fu la volta di Raffaello Foresi e i minerali delle pegmatiti di San Piero e Sant’Ilario, cominciarono a diventare preziosi e ricercati campioni di studio e collezione. Mi fermo qui. Il resto lo illustreranno Monti e Battaglini».
Non resta che partecipare al meeting aperto a tutti. –
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