La manifestazione
La valle di Punzo alla Fortezza di Volterra
Gabriele Rizza
Quel titolo non sembra promettere niente di buono. Soprattutto non apre porte sul futuro. Neppure spiragli. Cosa rimane dopo che abbiamo attraversato “La valle dell’annientamento”? Con questa dicitura poco rassicurante, Armando Punzo licenzia con la sua compagnia di attori detenuti, il nuovo capitolo del progetto “Naturae”. Il passaggio in questa valle assolata nel cortile della volterrana fortezza medicea si configura come una sorta di intermezzo, un mix di geografia filosofia antropologia, destinato a sollevare inquietudini, interrogativi, cabale ma anche ad elargire spiazzi di inaudito sconfinamento onirico e metafisico. Sono alchimie danzanti, geometrie metaforiche, simbologie siderali quelle che Punzo ci propone. Punzo dispiega il suo dispositivo narrativo con la consueta perizia e malizia. Scivolano immagini e visioni come dentro una fuga bachiana attraversata dai cromatismi di un technicolor in viaggio fra oriente e occidente, sulla passerella ring che segna l’ora d’aria del penitenziario, istruite da un Punzo sempre più al centro dell'impresa, collaudatore dell’ingranaggio scenografico come della partitura drammaturgica, oratutta di sua mano. Un diario di bordo che si lascia andare a inquietudini esistenziali, poi sopraffatte dal lento incedere dei figuranti, dalla vertigine motoria di gabbie metalliche che ruotano come dervisci in trance, dalla processione di grandi paramenti profani issati su svettanti palafitte mentre qualcuno bussa invano ad una porta che potrebbe, chissà, affacciarsi sul nulla. Armando, coadiuvato dai costumi di Emanuela Dall’Aglio e dalle coreografie Pascale Piscina, trova più di altre volte la complicità ipnotica delle musiche del fedelissimo Andrea Salvadori. In attesa che il viaggio si completi nel 2022, il congedo è tutto sulle spalle di un Sisifo nero, crocifisso alla sua gabbia ma libero di volteggiare come l’ultima stella cadente. Ancora fino al primo agosto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
