Gioco
Arriva “ Nautilus” La nuova rivista che parla di cultura
Monica Pierulivo è la direttrice responsabile «Affronteremo temi non banali con la giusta serietà»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Monca Pierulivo, direttore responsabile, evidenzia il rapporto con il territorio «in un momento storico tanto difficile caratterizzato da chiusure e distanziamenti, solo la cultura ci può aiutare”. È l’inizio della conferenza stampa di presentazione di “Nautilus” una nuova rivista, di cui Pierulivo è direttore responsabile, che si propone infatti di trattare la cultura come elemento trasformativo e processo creativo che stimola il cambiamento.
«Proprio il cambiamento – osserva Monica Pierulivo – è alla base di questo progetto editoriale le cui parole chiave, oltre a questa, sono apertura e inclusività. Teniamo molto al dialogo con il territorio e al rapporto locale/globale che infatti già da questo primo numero traspare praticamente in tutti gli articoli».
Articoli che portano la firma di molti nomi conosciuti in città come Elena Pecchia, Patrizia Lessi, Marco Bracci, Rossano Pazzagli e Benedetta Celati. Michele Mazzi ha prestato consulenza per il sito, mentre logo e illustrazione sono a cura di Massimo Panicucci. Oltre a questo team, che costituisce il Comitato di redazione, la rivista può contare anche su collaboratori esterni, nel primo numero sono stati Fabio Canessa, Roberto Cerri, Donato Zoppo e l’associazione Microcosmo. «Ci auguriamo – sottolinea la Pierulivo – di poter ampliare il ventaglio dei collaboratori, includendone altri interessati al progetto. La volontà è quella di inserire in ogni numero un articolo curato da un’associazione, ad esempio in questo abbiamo dato spazio ad un approfondimento scientifico dell’associazione Microcosmo”. Il “Nautilus, Rivista di Cultura e Territorio” è un mensile, per il momento disponibile online, che consta di varie sezioni: Scuola e Università, territori, beni culturali, musica e cinema, società, che a loro volta si snodano in approfondimenti interessanti quanto attuali. Chiaramente evocativo il nome con cui si è deciso di battezzare questa nuova rivista, tanto che subito torna alla mente il sottomarino del capitano Nemo in “Ventimila leghe sotto in mari” ma in realtà, oltre a prestarsi a molteplici metafore, esistono numerosi riferimenti possibili che storia e mitologia hanno tramandato intorno a questa parola che si presta dunque a restare volutamente aperta all’interpretazione di chi legge o di scrive. Contribuendo in ogni caso allo sviluppo di un’idea che intanto ha già trovato forma diventando realtà. «Il nostro scopo – conclude la Pierulivo – è quello di riuscire ad aprire una discussione in maniera leggera, per poter arrivare a chiunque, su temi però affatto banali e con la giusta serietà che secondo noi meritano».
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