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Cicciolina sfida la Venere: gli Uffizi diffidano PornHub

Matteo Scardigli
Cicciolina sfida la Venere: gli Uffizi diffidano PornHub

Ilona Staller testimonial per PornHub, interpreta l’opera del Botticelli per lanciare l'iniziativa del sito di intrattenimetno per adulti a favore dell'arte. La Galleria si affida agli avvocati

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Cicciolina come la Venere del Botticelli. La leggenda ungherese del porno italiano Ilona Staller, già deputata per il Partito Radicale, è stata scelta da PornHub per promuovere un tour virtuale fra i capolavori dell’erotismo nell’arte classica. Ma gli Uffizi non hanno gradito. «Alcune persone pensano che i musei siano noiosi, soffocanti o scialbi. Ma cosa succederebbe se vi dicessimo che ospitavano una collezione di porno inestimabile?», stuzzica la pagina del sito dedicata al progetto Classic Nudes, ideato dal colosso canadese dell’intrattenimento per adulti che stavolta è andato a scomodare i gioielli conservati nei più famosi luoghi sacri alle Muse in tutto il Mondo: il Louvre, il Met, il Museo Del Prado, la National Gallery, il Museo d’Orsay e – appunto – la Galleria degli Uffizi, che ospita l’opera iconica del Rinascimento italiano, spesso assunta come simbolo della stessa Firenze e della sua arte.
 



Niente a che vedere con l’uscita social di Chiara Ferragni al cospetto del capolavoro: il contributo di Staller non si è svolto in alcun contesto legato alla Galleria (tantomeno all’interno del complesso museale), ma è frutto di un lavoro di produzione in studio. Il sito ha infatti reclutato alcuni volti notissimi della scena pornografica per ricreare i dipinti, i cui protagonisti diventano animati in modo esplicito da pulsioni che gli autori avevano invece sapientemente soltanto suggerito. Il tutto “velato” dall’azienda dietro l’obiettivo di accendere l’interesse per i musei in un pubblico molto specifico.

Per PornHub, non certo nuova a trovate pubblicitarie di questo tipo (le famose classifiche su gusti e “performance” degli utenti delle varie Nazioni sono scambiatissime in chat e sui social; ma ci sono anche le sponsorizzazioni di squadre di calcio che militano in leghe minori), l’operazione è volta anche a ricostruire la propria credibilità dopo la “grande purga” a cui la piattaforma si è sottoposta in seguito alle accuse di trarre profitto da “revenge porn” e – più in generale – da filmati intimi pubblicati senza il consenso dei protagonisti, principalmente donne.

Per Cicciolina invece, all’anagrafe Elena Anna “Ilona” Staller, si tratta in realtà di un ritorno al mondo dell’arte. L’attrice-deputata (ma anche cantante, imprenditrice e sedicente 007 per i servizi segreti ungheresi con il nome in codice di “agente Katigobar”), tra il 1989 e il 1992 è stata prima modella e poi moglie dell’artista americano Jeffrey “Jeff” Koons, ironico interprete del modo di vivere americano e la sua tendenza al consumismo attraverso opere di gusto “kitsch” grazie alle quali ha conquistato fama internazionale. La serie “Made in Heaven”, frutto del sodalizio amoroso e artistico dei due, fu esposta alla Biennale di Venezia nel 1990.

La notizia del progetto Classic Nudes è stata diffusa al grande pubblico solo pochi giorni fa, ma nelle nobili stanze dei grandi palazzi dell’arte la voce circolava da tempo; e le reazioni non si faranno certo attendere. Nel caso specifico dell’Italia, il Codice dei Beni Culturali prevede infatti una procedura per l’utilizzo delle immagini a scopo commerciale. E PornHub non avrebbe formalizzato la richiesta obbligatoria né versato l’apposito canone, il cui prezzo varia in base al contesto di eventuale pubblicazione. Ecco perché gli Uffizi stanno ultimando una diffida all’indirizzo della MindGeek Holding sarl, la società lussemburghese proprietaria del sito web di condivisione libera di materiale video pornografico.

In caso di “vittoria italiana”, come minimo PornHub sarà costretta a rimuovere ogni immagine e riferimento al museo statale fiorentino. «Non esiste qualcosa come una cattiva pubblicità», recita la celebre frase sull’esistenza pronunciata da Brendan Francis Behan. Ma certo la Galleria, numeri alla mano, avrebbe potuto tranquillamente farne a meno: 21mila visitatori nei primi sei giorni di riapertura post-lockdown e 120mila nel primo mese, con un incremento del 43 percento di giugno su maggio, e mille e 500 persone in tre ore per la Notte dei musei. In totale fanno il 40 percento di affluenza rispetto allo stesso periodo pre-Covid19; e senza mezzucci. —

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