Il Tirreno

“Urge” in scena a Villa Montelisi con Kaemmerle e Bottai

Andrea Kaemmerle e Francesco Bottai, protagonisti
domani sera di “Urge” a Villa Montelisi
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Andrea Kaemmerle e Francesco Bottai, protagonisti domani sera di “Urge” a Villa Montelisi

Domani un nuovo appuntamento con il festival “Utopia del Buongusto”

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Crespina Lorenzana. Una novità assoluta al festival di cene e teatro “Utopia del Buongusto”. Domani sera, alle 21.30, a Villa Montelisi a Crespina, Guascone Teatro presenta lo spettacolo di prosa e musica “Urge”, ovvero “Come dal nichilismo cosmico passammo alla torta Sacher”. Di e con Andrea Kaemmerle, accompagnato da Francesco Bottai alla voce e chitarra.

Cena alle 20 a “Primizie e delizie” (12 euro). Ingresso allo spettacolo 8 euro. Informazioni e prenotazioni al 3280625881 o al 3203667354. Da non perdere: una visita al centro di Crespina e al parco della villa.

Lo spettacolo è dedicato alle parole. «Urge ripartire dall’ebbrezza delle grandi parole al vento – spiega l’autore e interprete, Andrea Kaemmerle – assaporarne il profumo e farsi coccolare l’anima e l’immaginazione».

Molto di bello si è scritto, ma molto di più si è detto, si è urlato, si è cantato, sussurrato: verba volant e questo è incantevole, le parole volano altrove, come polline, come schegge di un albero abbattuto. Verba volant è la salvezza perché per insegnare una canzone a un bambino non serve altro che il tempo. Verba volant, scripta manent è una maledizione, un insulto, è il permesso tacito di tradire quanto non immortalato dalla scrittura. Pericolosa epoca quella dove dare la propria parola rimanda al far west di Sergio Leone, epoca dove i bambini hanno già 10 password segrete prima di avere dato un bacio.

Francesco Bottai, raffinato e protoromantico cantautore teatrale, e Kaemmerle, attore ed autore da più di 30 anni, entrambi divertiti ed ammaliati da molte cose comuni, amici e sodali, sono i due pescatori che ogni sera di spettacolo si mettono a pescare nel grande pozzo dell’umanità ricercando la bellezza della parola detta, cantata, sussurrata.

Il motto è sempre lo stesso: “Si può solo godere o soffrire, godicchiare non è serio”. E con questo motto è appunto tornato il festival “Utopia del Buongusto” di Teatro Guascone, che quest’anno compie ventiquattro anni. Diventato ormai un cult, non poteva mancare nel secondo anno di Covid-19 e quindi si presenta con un carnet di 44 serate di cene e teatro in Toscana, tra il 26 giugno e il 30 ottobre. —

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