Il Tirreno

Rayban, Lacoste e zoccoli: quel vintage sotto il sole

Elisabetta Arrighi
I classici Ray Ban anni Settanta. Il giubbotto della Roy Roger’s. Gli zoccoloni olandesi. La cuffia con i “petali”
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I classici Ray Ban anni Settanta. Il giubbotto della Roy Roger’s. Gli zoccoloni olandesi. La cuffia con i “petali”

I vecchi must che non tramontano mai. Gli anni Settanta sbarcano in spiaggia

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Al momento del cambio di stagione, quando dai piani alti degli armadi si prendono le scatole con magliette, maglioni e pantaloni riposti in bell’ordine, vengono fuori le sorprese. Capi vintage ancora bellissimi, che anno dopo anno si decide di conservare “perché non si sa mai, potrebbero tornare di moda”. Ed è vero: perché è negli archivi storici delle maison che gli stilisti pescano a piene mani, traendo ispirazione per le nuove collezioni. Magari qualcosa risulta molto datato, ma vuoi mettere il fascino di indossare un capo d’antan che nessun altro (o molto pochi) possono ancora vantare nel proprio guardaroba? In questo 2021 (quasi) post-pandemia, il modaiolo doc si diverte a sfoggia-re, se manca l’originale, l’occhiale o lo zoccolo anni ’70 rieditati dai grandi del lusso. Perché la moda di cinquant’anni fa, a modo suo, è sempre attuale. I modaioli da un lato, quindi, e dall’altro i parsimoniosi che ancora oggi conservano, lavano con cura e continuano a indossare “capi d’epoca” seguendo il mito della “roba buona”, quando non c’era ancora l’imperante Made in China e qualsiasi cosa, dalla maglietta all’elettrodomestico, durava a lungo. E alzi infine la mano chi non ha un suo vecchissimo capo di affezione, magari appartenuto alla mamma o al papà, al quale non rinuncerebbe per niente al mondo.

Prendiamo i Ray Ban, il mitico occhiale da aviatore. Negli anni ‘70 sui banchi del Mercatino Americano di Livorno se ne trovavano a basso prezzo perché originali per metà. Le lenti, infatti, non avevano impresse le mitiche iniziali Bausch & Lomb, anche se erano comunque di colore verde. Quegli occhiali sono ancora in produzione, ma chi ne conserva un paio degli anni Settanta ha un piccolo tesoro. E con i Ray Ban non può mancare un giubbotto Roy Roger’s invecchiato secondo i dettami dell’epoca, squadrato e largo, fuori dai canoni sartoriali di oggi, ma carico di ricordi. Poi le mitiche Lacoste, ovvero le polo con il simbolo del coccodrillo che faceva subito status. C’è chi le indossa dopo anni e anni, scolorite dai lavaggi, ma uniche. E ancora si vedono in giro le tute dell’Adidas, anche autenticamente vintage, uguali a quelle che Ben Stiller indossa nel film “I Tenen-baum” uscito nel 2001. Quanto agli zoccoli, si rivedono i clogs in mille versioni che oggi possono costare fino a 450/500 euro. Suola in legno sagomata con tacco basso e tomaia chiusa, “cucita” sul legno con tanti chiodini color ottone. Erano gli zoccoli olandesi, ma anche delle femministe, perché calzatura d’ordinanza durante i cortei. Uguali a se stessi, anche se oggi sono più raffinati e decorati. Difficile poter indossare degli originali anni ‘70, ma non bisogna disperare perché su eBay se ne trovano anche d’epoca, a prezzi che partono da cir-ca 40 euro.

Il profumo di salsedine arriva invece agli albori dei ‘70 con le cuffie da bagno in gomma con i fiori. Erano vistosissime non solo per i colori ma soprattutto per i grandi fiori a loro volta in gomma, con petali oscillanti sotto le refole di maestrale. Indossarle era problematico perché non erano molto elastiche. Sicuramente salvavano i capelli dall’acqua salata, ma rovinavano la pettinatura fatta dal parrucchiere con bigodini e lacca. Indossare oggi una cuffia originale è impossibile, perché la plastica cedeva facilmente dopo un uso prolungato. Ma ci hanno pensato ancora una volta i cinesi e negli ultimi anni le cuffie con i fiori si sono riviste in giro sia nei negozi di articoli per il mare che nelle profumerie.

Tornando invece al film “I Tenenbaum” va sottolineato che è miniera di ispirazione e vera “guida” privilegiata al vestire vintage. Nella locandina con la famiglia schierata ci sono tante indicazioni sui corsi e ricorsi della moda a partire dal vestitino-polo indossato da Gwyneth Paltrow. Colletto e bordini bianchi, righine sui toni pastellosi del celeste e un’aria old style perfetta per salire in sella ad un Ciao Piaggio. Motociclo d’epoca (nato nel 1967 e prodotto fino al 2006) per un un utilizzo ancora quotidiano. Come ai bei vecchi tempi, quando tutto durava nel tempo. E chiudendo gli occhi sembra di ascoltare “A Horse with No Na-me” degli America, un lungo viaggio dentro se stessi. Uscito nel 1971, il brano l’anno dopo rimase per tre settimane al primo posto della Billboard Hot 100: dopo mezzo secolo “passa” ancora spesso nelle compilation delle radio. Accendendo nei baby boomers la nostalgia per il sound “West Coast” (California e dintorni) che caratterizzò il decennio dei Settanta. —

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