Addio a Boltanski, maestro dell’arte contemporanea
Amava definirsi pittore, ma era anche fotografo, scultore e regista di successo Un legame speciale con Bologna dove ha realizzato l’opera per ricordare Ustica
parigi. Christian Boltanski, tra i colossi dell’arte contemporanea, è morto all’età di 76 anni: è quanto si legge sul sito internet del quotidiano francese, Le Figaro. Boltanski era nato il 6 settembre 1944. A confermare le indiscrezioni di stampa sulla morte di Christian Boltanski è stato Bernard Blistène, ex direttore del Centre Pompidou, il Museo d’Arte Moderna di Parigi, che gli consacrò una grande mostra a inizio 2020.
Nato a Parigi il 6 settembre 1944, Boltanski è scomparso ieri, 14 luglio, nel giorno della Festa Nazionale della Francia. «Si, è morto stamattina all’ospedale Cochin di Parigi, dov’era da qualche giorno. Era un uomo pudico, ha nascosto le cose per quanto ha potuto»; ha precisato Blistène, intervistato dall’agenzia France Presse.
Fotografo, scultore, regista, cominciò con la pittura che abbandonò abbastanza presto, anche se amava definirsi pittore.
È diventato celebre grazie alle sue installazioni in cui mescolava angosce, emozioni e ricordi. Già da tempo viene riconosciuto come uno dei massimi artisti contemporanei francesi. Il padre, medico ebreo di origini russe e ucraine, passò il periodo dell’Occupazione nazista in un nascondiglio dell’appartamento di famiglia. La madre, Marie-Lise Ilari-Guérin, era invece una scrittrice cattolica, che scriveva dietro allo pseudonimo di Annie Lauran.
Boltanski ha avuto due fratelli più grandi, il linguista Jean-Elie, nato nel 1935 e Luc, nato nel 1940, poi divenuto sociologo. «Da Parigi arriva una notizia molto triste, con la scomparsa di Christian Boltanski se ne va un grande amico di Bologna che ha fatto molto per questa città» dice il sindaco di Bologna Virginio Merola.
«Un artista eccezionale – sottolinea – che ha saputo rappresentare la strage di Ustica nell’installazione permanente al Museo della Memoria: un’opera che non permette di essere indifferenti rispetto a quella tragedia che è costata la vita a 81 persone. Il suo rapporto con l’Associazione dei parenti delle vittime era autentico e profondo. Boltanski è stato anche il protagonista del progetto speciale che la città gli ha dedicato nel 2017 e al quale lui stesso ha collaborato. Un percorso molto importante e di grande successo che ha visto emergere diversi luoghi della città dal centro alla periferia. Nel 2018 ha ricevuto la laurea ad honorem in scienze storiche e orientalistiche dall’Università di Bologna e so che teneva molto – conclude il sindaco di Bologna – a questo riconoscimento, assolutamente meritato. Lo piangiamo con l’affetto che merita una persona che ci ha dato così tanto». —
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