Toscana
Nelle vie di Cortona la fotografia è narrazione visiva
Torna il festival “On the Move”, da giovedì fino al 3 ottobre mostre di autori internazionali, installazioni, video...
CORTONA. Da un po’ in Toscana la fotografia ha trovato il suo terminale a Cortona. Che da giovedì prossimo fino al 3 ottobre diventa una piattaforma visiva, una sequenza ininterrotta di “scatti” (ma anche di immagini video, installazioni e opere transmediali) partendo dall’alto, dalla Fortezza del Girifalco, per calare in basso e occupare tutto il centro storico. “Cortona On The Move”, festival internazionale di fotografia diretto da Arianna Rinaldo, dopo lo stop dello scorso anno, festeggia così l’undicesima edizione. Che ancora una volta sforna un fitto calendario, fra mostre, incontri, dibattiti, proiezioni, workshop, visite guidate, open call e letture portfolio dei migliori photo editor provenienti da tutto il mondo, distillando inoltre premi e riconoscimenti.
Un format ormai consolidato che mette fianco a fianco grandi professionisti e nuovi talenti, esperti del settore e semplici appassionati. «Cortona On The Move – spiega Arianna Rinaldo – riafferma il suo ruolo di vetrina e volano per la fotografia contemporanea, uno spazio aperto ai narratori visivi, agli amanti delle scoperte, ai cercatori di emozioni». Il percorso messo a fuoco da Cortona 2021 si concentra sulle relazioni umane: «Nel senso – spiega ancora Rinaldo – che qui siamo tutti protagonisti, la persona torna al centro nella sua quotidianità, con i suoi affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio all’ordinario e allo straordinario della nostra esistenza».
In questa direzione si muove la mostra dedicata a Paolo Pellegrin, membro di Magnum Photos e Canon Ambassador, che ha accolto la proposta del festival di realizzare un progetto sugli effetti che la pandemia ha prodotto nei rapporti interpersonali, segnati dal distanziamento: le fronti corrugate, le bocche nascoste dalla mascherina e i volti in bianco e nero che emergono dal buio raccontano il timore verso gli altri.
Nell’impossibilità di dar conto di tutte le iniziative, segnaliamo almeno la mostra dell’americano Alec Soth: esplorazione poetica che va oltre lo scatto, con “I know how furiously your heart is beating” approda a Cortona per la prima volta Italia. Fra gli altri protagonisti spiccano Alessandra Sanguinetti (“An everlasting summer. The adventures of Guille and Belinda”) e anche Andrea Mastrovito che rilegge il “Nosferatu” di Murnau come metafora dei nostri giorni. E poi Stephanie Gengotti con “Circus Love”, reportage sull’arte circense e sul senso di condivisione; mentre le interazioni tra l’uomo e il mondo animale sono al centro delle mostre di Aleksi Poutanen e di Francesca Todde.
Spazio anche al reportage di attualità con le immagni di Jon Henry, che in risposta agli omicidi avvenuti negli Stati Uniti contro i neri per mano della polizia, porta a Cortona una serie intitolata “Stranger Fruit”, e anche con Jonathan Torgovnik che attraverso “Disclosure” torna a rappresentare la realtà ruandese per dar voce alle donne violentate come strumento di guerra. È invece la Corea del Nord che fa da sfondo al progetto di Tim Franco mentre Tomaso Clavarino racconta di un territorio idealizzato ma che geograficamente, culturalmente e giuridicamente rimane indefinito, la Padania. Infine Medici Senza Frontiere partecipa a Cortona On The Move con una speciale open call, “Storie di umanità” che premierà sabato prossimo tre giovani fotografi con la possibilità di realizzare un reportage sul campo.
Il programma completo è su www.cortonaonthemove.com. —
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