Il Tirreno

stasera a montecatini terme 

«Così vi racconto la mia America» Tuffo nel bluegrass con Bastianich

Luca Trambusti
«Così vi racconto la mia America» Tuffo nel bluegrass con Bastianich

Il popolare ex giudice di Masterchef sul palco con la band “La terza classe” «Ristoranti e produzione di vino sono il mio lavoro, la musica è passione vera»

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Luca Trambusti

«La Toscana è parte del mio cuore e tornarci è un piacere». Così esordisce Joe Bastianich parlando della sua esibizione di questa sera a Montecatini Terme (piazza del Popolo), dove sarà ospite dell’Enjoy Festival, rassegna aperta ieri sera da Antonella Ruggiero. Il noto showman/ristoratore/produttore di vino di origine italo-americana si farà accompagnare dalla band napoletana “La terza classe”. Sarà, come la definisce Joe, «una serata intima con un po’ di bluegrass, folk e country americano, il tutto accompagnato con la narrazione delle mie personali storie, del mio rapporto con la Toscana e la musica. Ci sarà anche qualche brano mio dall’album “Aka Joe”, uscito a settembre 2019, ma prevalentemente sarà musica tradizionale americana».

Un viaggio alle radici della storia d’America, con uno stile che non ha grande visibilità in Italia. Eppure, Bastianich è fiducioso. «In Italia – dice – c’è un forte legame con la tradizione, quindi l’apprezzate, e questa è la vera tradizione musicale degli Stati Uniti. Il bluegrass nasce prima del blues, racconta di povertà, di sofferenza, di ventura e di spostamenti. Poi – spiega – è arrivato il blues, musica nera con canzoni di lavoro. Questa è la narrativa di una certa America». Con lui sul palco “La terza classe” (chitarra, banjo, batteria, basso, armonica e cori) che torna a collaborare con il musicista americano. «La nostra conoscenza – spiega Bastianich – nasce durante una puntata del programma “On the road” che era un viaggio in musica per le regioni italiane. Nella puntata su Napoli ho conosciuto questi ragazzi che suonavano bluegrass per strada, una cosa rara che mi ha colpito. Siamo diventati amici e sono venuti in America più volte in tour. Sono grandi professionisti, appassionati della tradizione bluegrass e quando dopo il Covid ho pensato a questo concerto è stato naturale chiamarli».

Se per Bastianich il bluegrass fa parte delle sue radici americane, diverso è il rapporto con la musica italiana. «Ho un approccio da studente – dice – ho molto da imparare. Mio padre e mio zio erano musicisti professionisti, suonavano la fisarmonica ed io sono cresciuto con repertorio italiano della lirica, ma della musica italiana di ora conosco poco. Se ascolti Vasco da straniero e non sai la sua storia, come e quando sono state scritte le sue canzoni non capisci fino in fondo. Chi ama la musica – chiosa Joe – deve essere sempre uno studente per capire cosa c’è dietro».

Quella di Bastianich è una figura eclettica. «La ristorazione è il mio lavoro – spiega – il vino è l’anima e la musica il mio spirito, l’emozione. Dopo 40 anni nel mondo del cibo, la passione è sostituita dalla professione, sul vino posso trasferire le conoscenze ai miei figli, mentre la musica mi lascia comunicare chi sono veramente. La musica per me rappresenta l’espressione più pura, l’emozione più vicina al cuore. Non sono certo un artista che può fare il pieno a San Siro – ammette – ma voglio essere molto autentico. Con il racconto dei miei brani, i libri, le canzoni e una certa tv mi posso definire un raccontatore. Se riesco a trasmettere emozioni ho fatto bingo». —

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