Gioco
«Tornare sul palco è davvero magico» Fulminacci apre il festival pistoiese
Il giovane cantautore, fra le rivelazioni dell’ultimo Sanremo, porta in piazza del Duomo il suo “Tante care cose Tour”
Luca Trambusti
Domani sera Fulminacci con il “Tante care cose Tour” farà tappa in piazza del Duomo a Pistoia, inserito nel cartellone della rassegna pistoiese dedicata alla canzone d’autore che quest’anno – a causa dell’emergenza Covid – sostituisce il tradizionale Festival blues. Reduce dalla bella prova di Sanremo 2021 il cantautore romano porta dal vivo il suo nuovo secondo album “Tante care cose” che contiene anche “Santa Marinella” il brano del Festival.
«Sarà un concerto con tutta la band» dice Fulminacci (all’anagrafe Filippo Uttinacci classe ‘97) che sarà accompagnato da chitarra, basso batteria e tastiere/synt. «Avremo una scaletta che include i due dischi che suoneremo per intero, più altre cose che si trovano solo su You Tube, come “La fine della guerra”, registrata in casa durante il primo lockdown». Sicuramente è importante tornare sul palco dopo l’esperienza del Festival di Sanremo che, grazie alla sua visibilità, apre nuovi scenari di pubblico forse non ancora pienamente valutabili anche in considerazione delle poche date sinora fatte. «Da poco siamo tornati a rivedere la luce e la normalità, quindi non c’è ancora un impatto immediato. Di sicuro oltre il live mi rendo conto che c’è un incremento di persone che mi seguono. “Santa Marinella” è molto conosciuta però è bello che il mio pubblico s’interessi a tutto il disco, anche perché tengo molto anche agli altri brani. Personalmente – conclude – preferisco un po’ meno persone che si affezionano a tutto il disco piuttosto che tante che conoscono solo un brano. Per ora noto tanto affetto verso di me».
Il portare live la sua produzione permetterà al romano di affezionare ancor più il suo pubblico con uno spettacolo fedele a quanto si sente su disco. «Ci sono dei brani – confessa – che per il palco necessitano di un cambio, altri invece nascono live, scritti direttamente pensando al concerto. In generale cerco di essere fedele agli arrangiamenti del disco». Questo secondo tour fruisce anche di una maggior esperienza, frutto delle precedenti date. «Lo scorso tour mi è servito per imparare parecchie cose a livello tecnico ma anche – dice Fulminacci – a favorire il dialogo con il pubblico che è stato un grosso ostacolo a cui non avevo inizialmente pensato. E invece – prosegue – è fondamentale saper comunicare con il pubblico, soprattutto se seduto». Comunicazione che nel suo caso passa prevalentemente attraverso la musica. «Non parlo molto durante i concerti, cerco di annoiare il meno possibile. Non mi piace spiegare le canzoni, è più interessante che gli altri mi dicano cosa ci sentono. Cerco piuttosto allora il racconto di un fatto sulla canzone». Anche Fulminacci vive l’emozione di tornare sul palco a distanza di tempo e riprendere il controllo della propria vita e attività. «Risalire sul palco è stato assurdo. Non mi ricordavo più delle cose, le dinamiche, i tempi e le regole dei concerti. Noto comunque – dice – molta serietà e attenzione alla sicurezza dietro le quinte. Il bello però è che sul palco sei libero, senza mascherina. È la gioia di tornare a fare ciò che hai sempre fatto, tutto è normale, come nel 2019. È un momento magico, un tornare a goderci cose che prima erano normali». Momenti godibili, come quelli che lo legano alla Toscana. «Ho un ricordo fenomenale. Eravamo alla Sagra della Zuppa a Massarella il 20 luglio 2019. Ci fu una cena meravigliosa e un’atmosfera rara. Una serata incredibile, magica e ricordo il gesto rituale, che devono fare gli ospiti, di girare la zuppa mentre è in cottura».
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