Il Tirreno

L’ECCELLENZA TOSCANA 

Un viaggio dove il vino diventa opera d’arte

Claudia Guarino
Nel combo di foto: Eugenio Giani e Ferdinando Frescobaldi nel salone dell’Aquilone, accanto operai e operaie al lavoro per confezionare le bottiglie di vino e sotto le botti e l'archivio storico di Ornellaia
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Nel combo di foto: Eugenio Giani e Ferdinando Frescobaldi nel salone dell’Aquilone, accanto operai e operaie al lavoro per confezionare le bottiglie di vino e sotto le botti e l'archivio storico di Ornellaia

Giani in visita al sancta sanctorum dell’Ornellaia, tra cantine ipertecnologiche e bottiglie che hanno segnato la storia

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BOLGHERI. La porta si apre, per poi richiudersi alle spalle. Lo sguardo rincorre la natura. Verde tutt’intorno. Un piccolo sobbalzo avverte: siamo arrivati. Le porte trasparenti dell’ascensore si aprono e di fronte appare il grande salone dell’Aquilone: struttura recente, l’ultima costruita, in ordine di tempo. È qui, nella luce naturale filtrata dalle grandi finestre, che Ornellaia si presenta, guardando avanti oltre la pandemia.

E lo fa con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che fa dell’azienda bolgherese un esempio di eccellenza territoriale. «Il vino può essere una delle molle più forti per la ripresa – ha detto Giani – E la visione dell’archivio storico di Ornellaia è l’esempio di come la Toscana può guardare al futuro».

L’archivio: cioè lo scrigno costruito nel cuore della cantina, che racchiude la storia di Ornellaia attraverso bottiglie di diverse annate. È una delle tappe del viaggio di Giani dentro Ornellaia. Ad accompagnarlo c’erano Axel Heinz, direttore di Ornellaia, Giovanni Geddes de Filicaja, amministratore delegato, Ferdinando Frescobaldi, presidente Ornellaia e Lamberto Frescobalkdi, presidente Gruppo Frescobaldi. L’evento si è svolto alla presenza della sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini e dietro l’organizzazione di Klaus Davi e il suo staff.

Il viaggio alla scoperta «dell’eccellenza toscana», è iniziato proprio dall’Aquilone, cioè da un piano della struttura «realizzato dallo studio degli architetti fiorentini Marco Magni e Piero Guicciardini – ha spiegato Ferdinando Frescobaldi – Progetto che completa gli spazi dedicati all’accoglienza nella nostra tenuta, apprezzata dai moltissimi appassionati del vino di tutto il mondo».

Oltre l’Aquilone, verso la cantina, altra tappa del viaggio. Cioè il cuore pulsante di Ornellaia, dove convogliano le uve dei circa 120 ettari di vigneti che si snodano all’interno del perimetro dell’azienda bolgherese.

Poi, ancora, la fase dell’impacchettamento, con gli operai e le operaie che posizionano le bottiglie nelle apposite confezioni. «Aziende come questa danno lavoro a tantissime persone sul nostro territorio – ha commentato Scarpellini – E ci permettono di guardare al di là della crisi, oltre la pandemia».

Così la pensa anche Lamberto Frescobaldi. «Ornellaia – ha commentato il presidente – sta reagendo con tenacia per contrastare la pandemia. E credo che i vini di eccellenza possano contribuire alla ripartenza del settore vitivinicolo italiano».

Un concetto, questo, che è stato il filo rosso della mattinata di ieri. Con il presidente della Regione che ha più volte posto l’accento sul vino come risorsa, anche in termini di turismo. «In poco più di trent’anni di storia – ha commentato Eugenio Giani – Questo vino è una delle punte d’eccellenza in Toscana». In un tale contesto, ha sottolineato Giovanni Geddes da Filicaja, «spero che i turisti del vino, italiani e stranieri, scelgano di scoprire i luoghi di produzione del vino attraverso questa fantastica esperienza di viaggio che è l’enoturismo».

Enoturismo che, a Ornellaia, si snoda attraverso visite con degustazioni che ricalcano il percorso intrapreso anche dal presidente Giani, la cui presenza è stata l’occasione per presentare ufficialmente la cantina, completata di recente, ma non ancora presentata ufficialmente a causa del Covid.

«La visita di Eugenio Giani dimostra come in questa fase storica le istituzioni siano particolarmente attente alle attività del territorio. E questa attenzione può essere l’occasione per ipotizzare iniziative che valorizzino ulteriormente queste terre, ad esempio proponendo come patrimonio dell’Unesco questi straordinari territori», ha detto Klaus Davi, presidente del movimento “Io sto con il made in Italy”.

Made in Italy che a Ornellaia si costruisce su ettari ed ettari di terreno, sul lavoro degli operai e di tutti coloro che sono impiegati in un’azienda tra la migliori nel suo settore.

Ornellaia ieri ha mostrato il suo cuore rinnovato. A partire dall’Aquilone, per poi scendere in cantina e ritornare alla luce. Il tutto dopo aver osservato (e degustato) una pagina di storia recente del vino bolgherese. Un sorso dal calice. Immersi negli inimitabili e inconfondibili colori della natura bolgherese. –

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