Il Tirreno

festival au désert 

Firenze incontra l’Africa subsahariana

g.r.

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Firenze. Attraversa gli spazi della Manifattura Tabacchi, il Loggiato di Palazzo Strozzi e lo scenografico chiostro grande di Santa Maria Novella il Festival au Désert che da oggi a sabato cavalca le piste subsahariane, in una sorta di nomadismo culturale fra il Medio Oriente e il Magreb.

Nato nel 2010 dalla collaborazione tra festival di Essakane in Mali e Fabbrica Europa, la tre giorni proposta ora dal direttore Maurizio Busia intercetta problematiche politiche, panoramiche antropologiche e pentagrammi. «Oltre alla musica che rappresenta l’elemento distintivo della rassegna – spiega Busia – il delicato momento dal quale veniamo e la sempre più complessa situazione geopolitica del Sahel invita a riflettere su alcuni temi che sentiamo di evidenziare in maniera particolare anche per tenere sempre acceso il legame con il festival del Mali in attesa che torni a splendere”. Così se oggi si parla “Conflitti locali, flussi transnazionali e rivalità strategiche” con Luca Ranieri (ricercatore della Scuola Sant’Anna di Pisa) che ci aiuterà a capire cosa sta accadendo nel cuore dell’Africa subsahariana, e domani Igiaba Scego e Chiara Piaggio presentano il volume “Raccontare il continente africano al di là degli stereotipi”, l’appuntamento conclusivo è con Amadou & Mariam, la celebre coppia di cantanti e musicisti maliani non-vedenti, che da anni rappresentano un simbolo di apertura e riscatto del loro Paese. In duo sul palco, come ai loro esordi, portano una versione intima e coinvolgente della loro musica, mixata di blues, ritmi cubani, sonorità indiane, funky e folk francese. —



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