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Il concerto 

Note geniali di Lindsay nel nome di Dante evocando Carmelo Bene

Guido Siliotto
Note geniali di Lindsay nel nome di Dante evocando Carmelo Bene

Al Teatro Romano di Fiesole il musicista americano  ricrea le atmosfere della “Lectura” per la strage di Bologna

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Guido Siliotto

FIRENZE. Arto Lindsay ha sempre cercato di non darsi confini. Fin dai tempi della no wave, di cui fu alfiere coi suoi DNA, movimento musicale nato negli ambienti artistici della Grande Mela, dove la musica era solo uno degli elementi di una scena che frequentava anche cinema, arti visive, poesia. E poi così ha fatto per tutta la sua carriera, sperimentando e indagando, dai Lounge Lizards agli Ambitious Lovers fino ai bellissimi dischi da solista, col suo sguardo stralunato ma acutissimo, curioso quanto creativo, e il suo modo a dir poco non convenzionale di maltrattare la propria chitarra.

Non stupisce, allora, l'approdo a Dante Alighieri, che lo vedrà protagonista domani al Teatro Romano di Fiesole (ore 21,15 - biglietti posti numerati 31 euro / 23 euro). La “Lectura Dantis di Carmelo Bene alla maniera di Arto Lindsay” si preannuncia come un evento unico, imperdibile.

«C’ero anch’io tra il pubblico sotto le torri di Bologna ad ascoltare la Lectura Dantis di Carmelo Bene, in quella notte di luglio del 1981, in memoria delle vittime della strage di Bologna – , ricorda Lindsay – . All’epoca non avevo familiarità con l’italiano del tredicesimo secolo e nemmeno troppo con quello del ventesimo. Fu il suono ad impossessarsi di me, ad attraversarmi da interiorità a interiorità. Sentivo, respiravo, afferravo qualche parola. Era musica». Coadiuvato dai droni di Melvin Gibbs, il violoncello di Redi Hasa e le voci di Roopa Mahadevan e Rachele Andrioli, il musicista americano tenterà di ricreare quelle atmosfere, suggestionato anche dal particolare momento storico che stiamo vivendo, condizionato dalla pandemia e da tutte le emozioni e riflessioni che questa ha scatenato nel mondo dell’arte. «Carmelo Bene aveva scelto Dante per interrogare e riaffermare le ragioni dell’umano di fronte all’orrore indicibile della bomba alla stazione – ricorda Lindsay – . Il lutto, lo smarrimento e il conforto divennero una cosa sola. Nell’anno in cui portiamo tutti il peso di un’altra peste, abbiamo ancora bisogno di ascoltare la voce di Dante». —

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