Il Tirreno

fumetti e racconti grafici 

Gli infiniti colori dell’amore dalla matita dei migliori autori

Guido Siliotto

Da Lafebre a Lee Lai, Hubert e Zanzim storie poetiche di formazione e di orgoglio Lgbt+

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Guido Siliotto

Con l’amore come tema comune, ecco una carrellata di ottimi fumetti e racconti grafici per accompagnarci durante l’estate.

A partire da “Nonostante tutto” di Jordi Lafebre (Bao Publishing), un’ode dai toni leggeri, ma tessuta con grande sagacia. Zeno e Ana si conoscono da una vita, ma non hanno saputo/potuto costruire una vita assieme: la loro storia viene narrata a ritroso, dall’ultimo al primo capitolo, con ironia, delicatezza e vibrazioni positive, ma, soprattutto, con un tratto magnifico, esuberante e coinvolgente. Un’iniezione di buon umore, da inserire piacevolmente tra letture più impegnative.

Si parla anche d’amicizia nella nuova antologia pubblicata da Canicola, dall’evocativo titolo “A. M. A. R. E. ” (l’infinito del verbo, ma anche il sapore di certe esperienze) che è pure acronimo dei nomi delle autrici coinvolte. Cinque racconti in bianco e nero che indagano sull’adolescenza: la riflessione di Martina Sarritzu ed Eliana Albertini sui lati oscuri della complicità femminile, la voglia di ribellione disegnata da Roberta Scomparsa, il mondo fantastico e surreale descritto da Amanda Vähämäki e da Alice Socal. Stili grafici e narrativi molto personali e assai diversi tra loro, eppure coerenti, per offrire una prospettiva sulla realtà in lotta coi preconcetti.

Non ci dobbiamo scordare, però, che giugno è anche il Pride Month, mese dedicato all’orgoglio Lbgt+. Emblematico in tal senso “Flamer” di Mike Curato (Tunué), vero e proprio romanzo di formazione dove il giovanissimo Aiden è in procinto di passare dalle medie alle superiori con la difficoltà a farsi accettare dagli altri per quello che veramente è, ma, soprattutto, da se stesso. «Io lo so che non sono gay», dice, ma si innamora del suo compagno al campo estivo degli scout. Con tanta delicatezza, tra dramma e ironia, Curato ci racconta, con piglio autobiografico, una vicenda tra le tante e di come, a volte, il giudizio degli altri possa diventare esiziale e che, per cavarsela, ci vuole tanta forza di volontà.

Di tutt’altro tenore “Pelle d’uomo” (Bao Publishing), scritto dal compianto Hubert e disegnato dal bravissimo Zanzim. Bianca è stata promessa in sposa a Giacomo, che neppure conosce, ma la cosa non le va giù. La zia le offre un’occasione: indossare una “pelle d’uomo” e diventare Lorenzo, per fare amicizia con il suo promesso sposo. Ma accade l’impensabile quando Giacomo si innamora di Lorenzo e intraprende una relazione con lui, tradendo Bianca. Un intreccio a dir poco insolito, che offre lo spunto per una ricca serie di riflessioni, sull’identità sessuale e sulla libertà di amare, ma che funziona pure come critica al perbenismo e all’ipocrisia.

Tutt’altro che lieve, invece, l’atmosfera di “Stone fruit” (Coconino Press), esordio clamoroso di Lee Lai. La storia ruota attorno a Bron e Ray, due donne sole che s’innamorano l’una dell’altra e trovano nella nipotina di Ray un momento di pura gioia. Portare la ragazzina al parco giochi trasforma le loro vite monotone e dà linfa al loro rapporto, finché qualcosa si spezza e Bron, la più problematica della coppia, torna dalla propria famiglia per fare i conti con una serie di rapporti irrisolti, ma sarà l’occasione anche per Ray di riallacciare i contatti con la sorella.

Puntando soprattutto sui dialoghi, Lee Lai crea personaggi autentici, con problemi reali e sentimenti profondi, privilegiando l’introspezione, ma con la consapevolezza che nulla potrà essere davvero spiegato. Una prova di sorprendente maturità, tra le migliori uscite di questa prima parte del 2021. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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