Gioco
Una macchina del tempo in punta di matita, i manifesti immaginari dei grandi concerti
Il progetto “Wish you were here” di Andrea Provinciali per tornare con i Queen a Wembley o con i Pink Floyd a Venezia
Guido Siliotto
A un certo punto, in piena pandemia, comparve su un cartellone a Livorno la scritta dell’artista Gabriele Milani “Mi manchi come un concerto” e divenne subito virale, intercettando il sentimento degli appassionati di musica, orfani da troppo tempo della musica dal vivo. E proprio l’urgenza dietro quelle parole è stata una delle molle per il progetto “Wish you were here” di Andrea Provinciali, originario di Castiglioncello, ma da tempo trapiantato a Roma, giornalista e grafico che ha collaborato con Mucchio Selvaggio e Coconino Press.
Da anni Provinciali è la mente di This Is Not A Love Song (Tinals) un’autoproduzione editoriale che prende vita sotto forma di musicassette di carta: dentro la confezione di plastica infatti è racchiusa una cassettina di carta che si apre a fisarmonica, rivelando l’illustrazione di una canzone. Ogni cassetta è una canzone d’amore illustrata e ogni titolo è disegnato da un artista diverso, per una collezione che ormai ha raggiunto 300 brani. Dal 2015 esiste anche la collana “Remake”, dove a passare sotto le matite sono film di culto, all’interno di una finta videocassetta.
L’idea di questi giorni è invece “Wish you were here”, biglietti-manifesto di concerti storici, liberamente interpretati da un manipolo di disegnatori. «In poche parole – spiega Provinciali – si tratta di biglietti “finti” di concerti storici, come l’indimenticabile esibizione dei Pink Floyd a Venezia nel 1980, i Queen allo stadio di Wembley nel 1986, ma anche l’ultimo concerto dei Beatles sul tetto della Apple Records a Londra, che, aperti, diventano veri e propri poster. Ogni concerto è stato affidato a un illustratore diverso, al quale abbiamo suggerito di calarsi nel contesto storico, mantenendo però il proprio stile, e immaginarsi che fosse la band stessa a commissionargli il lavoro. È un po’ come regalarsi un sogno – dice ancora Provinciali – il biglietto di uno spettacolo a cui avremmo voluto partecipare, ma anche un poster da appendere alla parete, con la scaletta originale di quella esibizione stampata sul retro. Mi piace definirla come una sorta di macchina del tempo, perché ha la capacità di trasportarci in luoghi ed epoche lontane, sotto il palco dei nostri musicisti preferiti».
Com’è avvenuta la scelta degli illustratori? «Abbiamo coinvolto istintivamente quelli che conoscevamo e sapevamo molto vicini al mondo della musica – prosegue Provinciali – come Alessandro Baronciani, Nova, Paolo Bacilieri, Eliana Albertini, Valentina Restivo, Alberto Becherini. Gli altri, per suggestioni artistiche. Faccio un esempio: io non sono un fan dei Pink Floyd, ma quel loro indimenticabile live a Venezia, col palco galleggiante e l’ambientazione suggestiva nella lagun, mi ha fatto pensare subito ad Antonio Pronostico. Anche lui mi ha confidato subito di non amare granché i Pink Floyd, ma quando ha visto le foto dell’epoca, non se l’è lasciato scappare».
Il progetto corre anche in soccorso dei locali, a dir poco provati dopo tutti questi mesi di stop. «È vero. Parlando con gli addetti ai lavori, si evince subito quanto si siano sentiti abbandonati dalle istituzioni – dice Provinciali – Un problema enorme che fotografa bene lo stato attuale del nostro Paese, dove la cultura è scivolata all’ultimo posto delle priorità governative, perché intesa come mero intrattenimento. Perciò abbiamo selezionato dieci live club dislocati da nord a sud nella penisola, per devolvere parte dell’incasso che raccoglieremo dalla vendita tramite il crowdfunding sul sito di Produzioni dal Basso. Al link sostieni.link/28855 è possibile acquistare il biglietto-manifesto. Inoltre, ad ogni live club coinvolto nel progetto abbiamo fatto una piccola intervista circa le problematiche e le speranze legate al periodo particolarmente difficile e abbiamo chiesto a quale concerto organizzato sul proprio palco fossero maggiormente legati, in modo da realizzare un ulteriore biglietto-manifesto. Ad esempio, The Cage di Livorno ci ha indicato il live dei Lagwagon e della grafica si è occupato Michael Rotondi». —
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