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“Il ritorno di Ulisse” riporta Monteverdi in scena al Maggio

Gabriele Rizza
“Il ritorno di Ulisse” riporta Monteverdi in scena al Maggio

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FIRENZE. Il sovrintendente Alexandr Pereira si dice entusiasta: «Volevo fare quest’opera fin dal mio arrivo a Firenze, ecco il momento è giunto, e lo facciamo con uno specialista di musica antica come Ottavio Dantone alla testa della sua Accademia Bizantina e con un regista come Robert Carsen, che reputo al momento il più grande al mondo». Da parte sua Ottavio Dantone non ha dubbi: «“Il ritorno di Ulisse in patria” è la più bella opera che sia mai stata scritta, per la qualità, la pregnanza musicale abbinata a una superba complessità drammaturgica. Anche se è stata scritta nel Seicento è molto moderna con tutte le basi di ciò che sarebbe venuto successivamente nel mondo del teatro». Non da meno Robert Carsen, che di Monteverdi ha già allestito “Orfeo” e “L’incoronazione di Poppea”, dice: «Adoro questa musica pre Mozart, una linea diretta che arriva fino a Wagner, c’è in essa una straordinaria liberà di pensiero che per me si traduce in una sfida, quella cioè di trovare la più avvincente soluzione scenica».

Non poteva esserci battesimo migliore per il capolavoro di Claudio Monteverdi che domani va in scena alla Pergola, terzo titolo operistico del Maggio Fiorentino, che lo ospita per la quarta volta, l’ultima nel 1999. “Il ritorno di Ulisse in patria”, tragedia di lieto fine in un prologo e tre atti su libretto di Giacomo Bodoaro, tratta dagli ultimi canti dell’Odissea, fu rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1640 e mostra, a differenza di “Orfeo”, uno schema influenzato dalla dimestichezza del compositore con le opere composte dai suoi contemporanei lagunari. A Venezia Monteverdi era giunto dopo una lunga permanenza a Mantova alla corte dei Gonzaga, dove nel 1607 aveva allestito il suo “Orfeo”. «“Il ritorno di Ulisse in patria” – spiega ancora Carsen – è un lavoro unico nel suo genere perché ci sono vari livelli della storia che nascono tutti dal libretto: quello allegorico che viene da Omero, la nostra contemporaneità che trova la sua espressione nei personaggi di Ulisse e Penelope, e infine quello degli dei che viene direttamente da Monteverdi».

Sono tre le repliche in programma: il 30 giugno, il 3 e 8 luglio, sempre alle 19. —



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