Il Tirreno

stasera al bilancino poi in tour 

«Quelle donne guerriere fra passione e coraggio» Ginevra e Gaia in scena

Gabriele Rizza
«Quelle donne guerriere fra passione e coraggio» Ginevra e Gaia in scena

Da Rosa Balistreri a Caterina Bueno e le eroine di oggi Di Marco e Nanni le raccontano con canzoni e teatro 

3 MINUTI DI LETTURA





Gabriele Rizza

La voce di Ginevra Di Marco si intreccia con la verve attoriale di Gaia Nanni per dare vita alle “Donne guerriere”, spettacolo di teatro-canzone di scena stasera alle 21 nell’anfiteatro naturale dell’Andolaccio del Lago di Bilancino, titolo di punta del festival “La Rinascita inizia dalla bellezza 2.0” organizzato da Catalyst-Teatro Corsini in collaborazione col Comune di Barberino di Mugello. “Donne guerriere” toccherà poi Scandicci (2/7), San Vincenzo (4/7), Prato (20/7) e Monteriggioni (21/8).

Ginevra di Marco. Chi sono queste donne guerriere?

«Sono le donne che con il loro canto e le loro scelte sono diventate pagine autentiche della memoria storica e culturale. Vere combattenti che con le loro scelte, il loro esempio e la loro stessa vita sono diventate paladine, pagine indelebili della nostra memoria. Sono donne operaie, militanti della parola e della canzone».

Come è nato questo progetto?

«L’idea di partenza è di Francesco Magnelli. Ma “Donne guerriere” nasce prima di tutto dalla voglia di raccontare la storia di tante donne che con la loro forza, il loro coraggio, la loro passione hanno cambiato il proprio destino. A partire da Rosa Balistreri e Caterina Bueno, due donne che hanno trovato nella musica il loro riscatto sociale e la loro libertà, personale e professionale. Partiamo da Rosa e Caterina per arrivare alle donne di oggi, protagoniste spesso trascurate, vedi una figura decisiva come quella della badante. Alla fine ci rivolgiamo a noi stesse, Ginevra e Gaia, per dare voce ai nostri pensieri, alle nostre mozioni, ai nostri sentimenti».

Che forma avete dato allo spettacolo?

«Sarà un racconto intimo e coinvolgente, scandito da dialoghi, monologhi e canzoni inedite scritte per l’occasione e della tradizione popolare, da cui è ancora importante attingere per l’affermazione, oggi più che mai necessaria, di una cultura alternativa a quella dominante. Fondamentale in questo senso è stato l’apporto di Francesco Magnelli, che ha scritto le musiche insieme ad Andrea Salvadori, come decisivo è stato il contributo di Manuela Critelli e Gianfranco Pedullà, che firma anche la regia, per la parte drammaturgica».

Credo sia la prima volta che lei si confronta con un testo preminentemente teatrale e che collabora con un’attrice.

«Proprio così, era quel che si dice un sogno nel cassetto. Mi ripromettevo di fare uno spettacolo dove il linguaggio musicale e quello teatrale si fondessero insieme, in una sorta di armonico e armonioso ordito narrativo. Gaia Nanni è stata una straordinaria e paziente compagna di viaggio, mi ha aiutato a far emergere il suono, il ritmo della parola parlata, che segue regole ben diverse da quella cantata, mi ha consigliato, mi ha spronato, mi ha ascoltato e sostenuto quando i miei timori prendevano il sopravvento».

Come ha vissuto questa nuova avventura?

«Ho cercato di mettermi in gioco. E ben sapendo di non essere un’attrice, ho lavorato per così dire in silenzio nell’intimità, cercando dentro di me le risorse per portare in superficie e far scaturire i sentimenti e le emozioni che quei monologhi, quelle parole contenevano. È stato un po’ come cercare Ginevra, la vera Ginevra, come faccio ogni volta che salgo sul palcoscenico, ma stavolta da un altro punto di vista, da una diversa inquadratura rispetto a quella abituale. Spero di aver fatto un buon lavoro. Lo dirà il pubblico se ci sono riuscita. È uno spettacolo da vedere e da ascoltare anche col cuore, storie che non si dimenticano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore