Il Tirreno

il nuovo dizionario 

Un’estate piena di storie e curiosità con ventimila canzoni da scoprire

Fabio Canessa

“Il Salvatori 2021” ci porta in viaggio nella musica pop dall’Ottocento a oggi in Italia e all’estero

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Fabio Canessa

Cinquant’anni fa, di questi tempi, trionfava per le vie d’Italia il Cantagiro, tra ali di folla esaltata che si accalcava per conquistare l’autografo dei cantanti che si esibivano nelle serate estive. C’erano una volta anche il Festivalbar e i dischi per l’estate, i tormentoni balneari che si infilavano nelle orecchie e non ci uscivano per un bel pezzo: a volte erano frizzanti colonne sonore di vacanze vintage, come “Luglio” e “Guarda come dondolo”, a volte erano veri capolavori come “Azzurro” e “Sapore di sale”.

Li troverete tutti su “Il Salvatori”, un nuovo dizionario della memoria collettiva che sta alla musica come “Il Mereghetti” sta al cinema. Oltre a essere il massimo esperto di pop e rock, Dario Salvatori unisce alla competenza una passione per la ricerca e una capacità di raccontare i suoni e i testi attraverso una scrittura mai banale. Il dizionario mette in fila, in ordine alfabetico, per oltre un migliaio di fitte pagine, più di ventimila canzoni dall’Ottocento ai giorni nostri con tanto di data di composizione ed elenco degli interpreti: ogni scheda presenta un ampio commento storico-critico, sforzandosi di montare e smontare la forma canzone per offrire ai lettori uno strumento che li metta in grado di scoprire il segreto della vitalità di certe magie in tre minuti che tanto ci appassionano.

Canzoni di tutti i tempi, di tutti i generi e di ogni nazionalità: chi vuole imparare a conoscere la musica etnica troverà anche la Cambogia e la Norvegia, il Vietnam e la Nuova Zelanda, l’Africa e l’Oriente. Tutti gli altri si divertiranno a scoprire la genesi e gli aneddoti sui loro brani preferiti: sapevate che “Isn’t she lovely” non è una storia d’amore ma parla della nascita della figlia di Stevie Wonder? E che il riff di “Satisfaction” fu inciso in piena notte da Keith Richards su un registratore portatile in mezzo a varie ore di lui che russa? Che Francesco Guccini ha scritto una canzone per Adriano Celentano intitolata “Vite”?

Nell’ampio saggio introduttivo Salvatori fa un bilancio amaro della situazione musicale attuale, frammentata dal digitale, drogata dai talent e infine devastata dal Covid, mentre il cd sembra già un supporto tramontato. Calcola che in rete ci sono circa trenta milioni di canzoni e, per ascoltarle tutte, ci vorrebbero 228 anni. Frutto di un lavoro faticoso e mai velleitario, l’enciclopedia si segnala non solo come preziosa opera di consultazione, ma anche come piacevolissimo testo di lettura, uno scrigno di ricordi, ricco di informazioni inedite e di curiosità , capace di appagare i gusti di tutti. Salvatori si irrita con chi gli obietta che non c’era bisogno di scrivere un libro così quando cliccando su Google si possono avere gratis tutte le informazioni: spesso sulla rete «le fonti, la veridicità, le asserzioni, la documentazione, la competenza e la forma italiana lasciano a desiderare». Se lo leggerete saltabeccando qua e là, partite da “Mamma”, il simbolo retorico e ruffiano del mammismo tricolore, ma anche «un brano dai sottili risvolti storico-sociali» e una delle canzoni italiane più famose al mondo. E finite con “Passacaglia” di Franco Battiato, dove «il ritmo vivace è un abile contrappasso della sostanza di una canzone dalle tinte in realtà molto cupe e desolanti». Nel mezzo scoprirete che per comporre “Il cielo in una stanza”, Gino Paoli si ispirò al soffitto viola di una casa di tolleranza. Che Francesco De Gregori ha dovuto difendersi in tribunale per aver citato “Zingara” di Iva Zanicchi. Che Mino Reitano scrisse per i Camaleonti una canzone sul diario di Anna Frank e che Totò fu autore di una sessantina di brani, oltre alla famosa “Malafemmena”, dedicata alla moglie Diana Rogliani e non alla Pampanini. Insomma, una miniera di ghiotte notizie da trascorrerci tutta l’estate, con YouTube a portata di mano. —

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